Henrich Boll: E non disse nemmeno una parola

Ho scoperto da poco un inaspettato Henrich Boll, che mi è piaciuto tantissimo (non lasciatevi scoraggiare dalla copertina...). Lui, premio Nobel, autore tedesco del secondo dopoguerra (la sua opera più famosa è sicuramente “Opinioni di un clown”), ha scritto un romanzo breve bellissimo, secondo me, in cui narra con grande umanità una “comune storia” di sentimenti di una giovane coppia in difficoltà: “E non disse nemmeno una parola” (Mondadori).

La storia: siamo nel dopoguerra, e Fred non vive più a " casa "- in realtà poco più che una stanza- da due mesi. Da quando ha picchiato i suoi figli al ritorno da una giornata di lavoro: non sopportava di sentirli cantare. La sua crisi nasceva in realtà, dall'esasperazione a cui lo ha condotto la sua situazione di estrema povertà, e dalle tensioni che inevitabilmente si creano dovendo convivere in spazi così ristretti.

Da quel momento terribile Fred decide di smettere di trascorrere la sua vita come ha sempre fatto, cioè “attendendo il giorno in cui morirà”. Quindi passa il tempo in città senza fare niente di particolare, senza uno scopo, girando per le strade, fra una colazione e l'altra nelle tavole calde del quartiere, incontrando la moglie Kate, con cui è sposato da 15 anni, ogni volta che ha voglia di fare l'amore con lei.

Perchè la povertà è come una polvere invisibile che pervade l'aria che si respira, per Fred. Ma è anche quella stessa polvere con cui combatte Kate giorno per giorno per cercare di tener pulita la loro casa. Anche se è difficile e forse non riuscirà mai a debellarla del tutto, ma comunque continuando a farlo," senza dire nemmeno una parola", come un blues racconta fece Cristo sulla croce.

D’altronde, in città c'è sempre qualcosa di nuovo per riuscire a distrarsi dai propri pensieri. Per esempio, in quei giorni, una fiera commerciale. E così Fred rischia di perdersi nell’anonimato, nel puro consumo della sua vita, nell’imbabolamento pubblicitario che dai cartelloni gli domanda: cosa saresti senza il tuo droghiere? Solo la forza di Kate riuscirà a salvarlo.

Una storia dalla fortissima carica di umanità, che propone anche una “morale”, ovvero una serie di “valori” (la forza della “coppia”, la generosità verso ogni vita che nasce, l’accettazione della banalità del quotidiano, che diventa felicità se vissuta con amore) in cui qualcuno ancora sceglie di credere per non perdersi nei nostri difficili inferni metropolitani.

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