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Ryszard Kapuscinski: L'Altro

Pubblicato: 05 ott 2007 da sara

Kapuscinski (lo amo talmente tanto che ho imparato a memoria lo spelling del suo nome) non è proprio uno scrittore, ma un giornalista polacco (morto nel giugno scorso) che ha coniato la formula del “reportage letterario” e che ha passato la vita girando il mondo.

Nel suo “L’altro” (Feltrinelli) ci lascia la “parola chiave” del suo impegno professionale, citando Erodoto, che aveva capito che “per capire meglio se stessi bisogna capire meglio gli altri, confrontarsi e misurarsi con essi”, perchè come diceva nel 1939 il filosofo Levinas, “il volto dell’altro è il libro su cui sta scritto il bene”.

Eppure, nota Kapuscinski, sono ancora pochi i libri che ci “mostrano il mondo delle culture contemporanee, come “Appunti da una capanna di fango” di Nigel Barley, l’eccellente “Oltre la muraglia” di Colin Thubron o “Le vie dei canti” di Chatwin (…libri che non vengono premiati, anzi nemmeno notati poichè - secondo alcuni - non apparterrebbero alla vera letteratura”).

Al contrario, sarebbe importante che la letteratura tornasse a riappropriarsi del mondo, dice il giornalista.


“Sfogliando i testi dei premi francesi letterari di quest’anno, trovo…triangoli coniugali, conflitti fra padri e figlie, falllimenti di coppia, tutte cose indubbiamente importanti e interessanti…ma faccio un esempio: uno dei massimi drammi del mondo contemporaneo, e oltretutto particolamente grave per l’America, la rivoluzione iraniana, la deposizione dello scià, la sorte degli ostaggi ecc… (…). com’è possibile, mi domandavo a Teheran, durante gli oltre dieci mesi in cui si sono protratti gli avvenimenti non ho incontrato in Iran un solo scrittore americano o europeo (…)”.

E allora “questa completa indifferenza della letteratura…questo affidare totalmente la relazione degli avvenimenti agli operatori delle telecamere”, scrive l’autore, non può essere altro che “la manifestazione di una profonda crisi nei rapporti storia-letteratura, una manifestazione di impotenza di tale letteratura davanti ai fenomeni del mondo contemporaneo”.

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2 commenti

Commenti dei lettori

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  • carro128

    05 ott 2007 - 12:57 - #1
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    E interessante notare che l’altro grande reporter, Terzani, è diventato famoso quando si è dato alla filosofia mistica mentre non era diffuso quando parlava dei reportage.
    Io ho letto sia Kapuscinski che Terzani (il primo) e devo dire che riescono a dare delle emozioni eccezionali oltre a permettere una interpretazione della realtà che ci circonda decisamente migliore

  • Gioacchino

    05 ott 2007 - 19:55 - #2
    0 punti
    Up Down

    Ho conosciuto l’opera di Kapuscinski tramite ciò che ne scrive Paolo Rumiz nel suo “La leggenda dei monti naviganti” (2007). Ne fa un bellissimo ritratto.

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