Cavolo, ho dovuto prenderlo. In copertina di “Dopo di lei” di Jonathan Tropper c’era scritto “Siamo di fronte al nuovo Nick Hornby”, (giudizio dato da Booklist) e dovevo verificare. La copertina poi (malefici!) mi ricordava proprio “About a boy”. Nella “quarta” poi mi si spiegava anche che l’autore per questo libro ha venduto i diritti alla Paramount Pictures, e il film è in lavorazione.
L’ho finito, ma davvero non aspettatevi Hornby, perchè:
a) questo libro non mi ha fatto ridere, ed è anche naturale visto l’argomento (la vita di un giovane vedovo che lascia il lavoro perchè non sa rassegnarsi alla perdita della meravigliosa moglie)
b) Il rapporto fra questo giovane vedovo e il figlio della moglie defunta è diversissimo da quello descritto in “about a boy”, e si risolve nel dire che il ragazzo va a vivere a casa del patrigno mentre lui passa il tempo dividendosi fra la vicina di casa, la psicologa della scuola del figliastro e i ricordi struggenti della moglie morta.
330 pagine finite in una mezza nottata senza annoiarmi, per carità, ma per favore non scomodate la fama del vecchio Nick.
miticotetta
05 ott 2007 - 17:29 - #1l’accostamento con Hornby è decisamente fuori luogo (anche solo per l’ambientazione, trattandosi di un autore nordamericano che scrive con caratteristiche ben lontane dal british di Hornby)
però secondo me il libro è molto valido e, ti confesso, io di schignazzate ne ho fatte diverse (mi sono scappate pure un po’ di lacrimucce, ma questo, come lo stesso Tropper dice, un vero uomo non lo può ammettere!)
sara78
05 ott 2007 - 20:51 - #2mi fa piacere, una sghignazzata fa sempre bene, ma per me non è stato così…magari non ero io in vena o il tema mi angosciava un po’. Una scena che poteva essere divertente è quando il marito della “rossa” gli va a sparare, ma pure quella mi è scivolata via, boh!