La lingua italiana oggi

Per difesa e per amoreUn recente post di Manila sui fattori importanti per la riuscita di un buon libro si soffermava sull'intransigenza nei confronti della scorrettezza grammaticale. Questo mi ha fatto ricordare una lettura di qualche tempo fa, che parla anche della necessità di conoscere e usare bene le parole e la grammatica: Per difesa e per amore. La lingua italiana oggi di Gian Luigi Beccaria.

Un libro fondamentale per chi ha a cuore le sorti della nostra bellissima lingua: spesso forse non ce ne rendiamo nemmeno più conto, sentendocela sempre intorno, spesso maltrattata e abusata, svilita da un linguaggio televisivo o acriticamente anglofono o ancora artificialmente tecnico.

Le quasi 400 pagine fitte di parole e pensieri sono, come dice il titolo, un atto d'amore totale e allo stesso tempo un richiamo alla difesa – al di là di ogni sterile purismo – soprattutto nei confronti della civiltà dell'immagine: l'immediatezza e la velocità di una comunicazione quasi esclusivamente visiva stanno riducendo sempre più gli spazi di approfondimento e di impegno (che è assunzione di responsabilità) che solo il rapporto con la parola scritta può dare. A partire dalla scuola che, forse troppo concentrata su un approccio pratico legato a prospettive lavorative, non insegna più ad amare la lettura, a comprendere davvero i testi, a scrivere. Ma difesa anche nei confronti del troppo detto, degli stereotipi linguistici che sono stereotipi concettuali, delle frasi fatte. Un'esortazione a usare meno parole, ma migliori.

Per difesa e per amore. La lingua italiana oggi
Gian Luigi Beccaria
Garzanti
15 euro, 382 pagine

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