I racconti di David Sedaris

La forma racconto è considerata, e forse a ragione, una delle più difficili. Il romanzo, si sa, ha regole più o meno concrete che ogni autore interpreta e stravolge a seconda delle proprie esigenze, o delle esigenze del romanzo. Nel racconto invece bisogna condensare in uno spazio ridotto tutta la propria poetica, il proprio punto d’osservazione. Poche pagine devono bastarti per dire tutto, raccontare una storia e far ridere piangere riflettere eccetera.

La forma racconto si è dimostrata congeniale a un autore sorprendentemente esilerante. Parlo di David Sedaris. In Italia, per i tipi di Mondadori, sono usciti le sue raccolte di racconti: Holidays on Ice (2003); Me parlare bello un giorno (2005); Mi raccomando: tutti vestiti bene (2006); Ciclopi (2003); Diario di un fumatore (2007).

La materia narrativa è sostanzialmente autobiografica: i lavoracci che gli capitavano prima di diventare uno scrittore famoso, l’omosessualità e, soprattutto, la sua famiglia. Appena succede qualcosa, qualsiasi cosa, anche la più banale, da vera carogna «appena voltato l’angolo» ci scrive su un racconto, che so: sua madre dorme per abitudine sul divano, il matrimonio di suo fratello Paul, i problemi sentimentali di sua sorella, oppure le frustrazioni dell’altra sorella dalla quale tutti si aspettavano un futuro grandioso.

Insomma, la vita di una famiglia alle prese con la quotidianità e con tutti gli inganni che questa offre. Anzi, nonostante questi, verrebbe da dire, e qua sta la sua bravura, perché Sedaris riesce sempre a vedere le cose da una prospettiva inattesa e a far emergere il lato comico e grottesco della situazione. Anche se si tratta solo di cercare una casa per le vacanze al mare, o raccontare una giornata di lavoro come uomo delle pulizie, oppure se si tratta semplicemente di andare a trovare suo padre.

Materia narrativa povera di eventi, parrebbe, ma di grande vitalità, specie se messa nelle mani di uno come Sedaris che riesce a raccontare tutto con un pungente senso dell’umorismo ma anche con una certa leggerezza che, è bene dirlo, non va confusa con la superficialità. In America è ormai considerato uno dei più grandi umoristi, tanto che i suoi reading sono sempre stracolmi

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