Ancora un libro sull’11 settembre, sì, un libro che è diventato un caso negli Stati Uniti, dopo che il 7 ottobre 2006, il principale recensore di saggistica su Amazon, Robert David Steele, ex spia della CIA e funzionario dei Marines, lo ha definito “il più forte fra gli oltre 770 libri che ho recensito qui su Amazon” e ha scritto che “è, senza dubbio, il principale testo di riferimento moderno sul terrorismo di Stato”. Si tratta di La fabbrica del terrore di Webster Griffin Tarpley, recentemente pubblicato in Italia da Arianna Editrice.
Una presentazione non da poco, quella di Steele. In più, Webster Tarpley non dovrebbe essere sconosciuto agli italiani, soprattutto quelli che durante gli anni di piombo erano già adulti: il giornalista americano, infatti, ha vissuto quel periodo nel nostro Paese e ha seguito da vicino in particolare la vicenda del rapimento e dell’uccisione di Aldo Moro, su cui ha scritto anche un libro, Chi ha ucciso Aldo Moro.
Dopo la pubblicazione di Zero e di La cospirazione impossibile, un altro testo si va quindi ad aggiungere al tanto materiale che continua a indagare gli attacchi dell’11/9 e le conseguenze che questi hanno provocato a livello globale. E ancora una volta ci sarà molto da discutere.
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