Loredana Lipperini ha intervistato Laura Pugno sul suo primo romanzo, Sirene (Einaudi) e molti sono gli argomenti affrontati nel dialogo con l’autrice: l’importanza e il ruolo del mito, la contaminazione tra diverse culture e il riferimento ai Manga, e ancora il post-umano e la catastrofe, tema centrale del libro.
Proprio a questo proposito Laura Pugno dice una cosa molto interessante:
Ciascuno di noi prima o poi arriverà a chiedersi, il mondo sarà ancora abitabile quando avrò ottant’anni? Il mondo in cui vivranno i miei figli, o i miei nipoti, sarà ancora questo mondo? La sensazione di avere una data di scadenza, che si sia innescata, lentamente ma inesorabilmente, una bomba ad orologeria: è un tipo di timore diverso dalla grande paura dell’atomica di qualche decennio fa, è ancora limitato e strisciante, ma è con noi, è la qualità del tempo del nuovo secolo/Millennio.
Con questa riflessione, infatti, l’autrice racconta di un comune sentire che si va via via diffondendo nelle nostre società, un senso che lega un’idea di ineluttabilità a quella di una catastrofe imminente: basta pensare alla drammatica situazione ambientale del pianeta o allo stato di insicurezza e paura in cui ci troviamo spesso rinchiusi, per non parlare del protrarsi della guerra permanente a livello globale. Sì, la sensazione è proprio quella dell’innesco di una bomba a orologeria…
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