Le giornate del G8 di Genova nel 2001 rappresentano uno spartiacque: c’è un prima, e c’è un dopo. Ma in quanti ricordano davvero tutto quello che è successo? Quanti sono quelli che ancora non sanno? Queste sono alcune delle domande che si fa Teo Lorini nella recensione a Cosa cambia di Roberto Ferrucci (Marsilio) pubblicata sull’ultimo numero di Pulp e ripresa online da InformationGuerrilla.org.
C’è chi vuole dimenticare, c’è chi ha rimosso. Non sta certo tra queste persone l’autore di Cosa cambia, che racconta di un reporter quarantenne che dopo cinque anni torna a Genova, perché è necessario ricordare, indagare, capire. Biografia che si intreccia a indagine giornalistica, racconto di un privato che si squarcia in un pubblico fatto di botte, soprusi, fiamme, lacrimogeni.
In questi anni letteratura e cinema, in vari modi, hanno cercato di rivivere quei giorni, di farli arrivare a più persone. E intanto che si aspetta la commissione parlamentare d’inchiesta, il cammino dei ricordi - parallelo ma in qualche modo divergente da quello della giustizia - si arricchisce di nuove testimonianze. Non a caso Lorini parla di un percorso necessario che porti fuori dalle tenebre della rabbia e della paura per avere “la lucidità di ricordare ciò che è successo”. Perché senza memoria non c’è futuro possibile.
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