Una questione di etica

Booksblog riceve mensilmente un buon numero di libri in lettura con la richiesta di una recensione. Tra questi, così come avviene in tutta l'editoria, ci sono testi validi ed altri meno validi, che qui si è sempre cercato di recensire con un'etica professionale che non fa favoritismi né risparmia critiche quando è necessario.
I punti fondamentali su cui si basa una recensione sono innanzitutto la trama, lo stile, la competenza linguistica e quel 'fattore x' che dà al libro la sua unicità.
Quest'ultimo 'fattore x' non sempre è presente, ed è anche giusto così: non tutti gli scrittori sono Calvino, Pavese, Montale, Orazio e via dicendo. Però. Insomma, sui punti di trama e stile e soprattutto sulla competenza linguistica non transigo. Non mi si può dare in lettura un libro che fin dalle prime pagine è colmo di errori grammaticali e poi difendersi dicendo che sono errori di stampa, o peggio, che "un lavoro non va giudicato per errori di grammatica che pochi noteranno, ma per il contenuto, se si riesce a leggere e capire".
No, gli insulti alla lingua italiana qui su Booksblog non sono ammessi: non recensiremo mai in maniera positiva libri zeppi di errori da penna blu e penna rossa, in cui, ahimè, il congiuntivo (a me tanto caro) è solo un ricordo lontano.
L'unica tolleranza può essere per gli errori di battitura/tipografia, che aggravano le colpe delle case editrici che pubblicano senza editing.

A questo punto, è giusto chiedere a voi lettori cosa ne pensate a riguardo, cosa è più importante in un libro, cosa riuscite a giustificare e cosa proprio non tollerate?
Qui di seguito un piccolo sondaggio, e a voi la possibilità di discutere nei commenti a riguardo.

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