Confesso che era da tempo che volevo scrivere di questo libro, che mi è arrivato a metà luglio, ma tra tutti i testi che mi si accumulano ovunque, me ne sono sempre dimenticato. E’ stata quindi necessaria la segnalazione che Marco Philopat ha fatto sul numero di settembre/ottobre di Pulp nella rubrica La Teppa di Gutemberg per ricordarmene.
Il libro in questione è Fugitive Days. Memorie dai Weather Underground, di Bill Ayers, che io ho avuto la fortuna di leggere nell’originale inglese (nell’immagine) e che è stato recentemente tradotto e pubblicato in Italia da Cox 18 Books. Fugitive Days è una memoria, che racconta del gruppo clandestino dei Weather Underground, che agì negli Stati Uniti a cavallo tra gli anni ‘60 e ‘70, in parallelo al movimento studentesco e a quello per i diritti dei neri. Anni di fermento politico e sociale, anni di contestazione: erano anche gli anni della guerra in Vietnam. E proprio su questo si concentrava il gruppo di Bill Ayers, portare la guerra del Vietnam dentro gli Usa. La loro attività clandestina consisteva nel colpire i simboli del potere americano ma senza ferire o uccidere persone (solo uno del gruppo morì nella preparazione di un attacco).
Che si possa condividere o meno la loro strategia, che va comunque collocata in un contesto storico ben preciso, la lettura di questo libro lascia un segno. Alternando vissuto personale, dall’infanzia agli amori, e consapevolezza politica, Ayers racconta la nascita di una lotta per i diritti che vedeva impegnati fianco a fianco gruppi eterogenei di persone, la sensazione che la possibilità del cambiamento fosse reale; analisi politiche e racconti di azioni che lasciano senza fiato, la clandestinità vissuta ogni giorno, la riflessione ex post sull’accaduto. Forte testimonianza di un’epoca di cambiamento, Fugitive Days è una lettura che colpisce e non lascia indifferenti.
kowalski
24 set 2007 - 12:25 - #1Un libro bellissimo! Chi non lo trovasse può richiederlo a Cox 18 Books, via Conchetta 18 20156 Milano (tel/fax 02-58105688)