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Adinolfi e la Generazione U

Pubblicato: 22 set 2007 da Roberto

Generazione UDevo confessare che tutte le volte che sento parlare di Partito Democratico la mia buona disposizione all’ascolto si incrina: non ci posso fare niente. E questa è una prima premessa. La seconda è che dalla presentazione dei nomi per le primarie ne ho sempre ritenuto interessante solo uno, quello di Mario Adinolfi. Ed è quindi con grande curiosità che ho messo le mani su Generazione U, il libro con cui Adinolfi, trentaseienne, si presenta ai potenziali elettori (e non solo) ed espone la sua storia e le idee del movimento che lo sostiene nella sua candidatura a leader del Partito Democratico.

Non è questa la sede per riflessioni politiche, che infatti saranno strettamente limitate a ciò che nel testo si trova e a quegli spunti che lo rendono meritevole di attenzione. Primo dato. Gli under 35 nel Parlamento italiano sono lo 0,7% (6 su 945), mentre gli elettori under 35 costituiscono il 27,5% dell’elettorato: un popolo senza rappresentanza.

Poi c’è un’altra cosa che mi rende simpatico l’autore: otto anni e mezzo di lavoro precario. Il che vuol dire che sa bene di cosa si tratta, quando si parla di precarietà, perché l’ha vissuta in prima persona e ce la racconta, nella prima parte del libretto, in cui presenta il suo percorso umano e lavorativo e la sua attività politica, nelle file della DC, prima, e del Partito Popolare poi, fino alle dimissioni nel 2001.

Adinolfi scrive in maniera diretta, sincera, senza tanti giri di parole e soprattutto senza nemmeno un accenno di quel politichese che riempie i discorsi dei politici di professione. In questo si legge la giovane età, sì, ma soprattutto la determinazione, che insiste sulla chiamata all’azione delle giovani generazioni, escluse da ogni luogo di potere decisionale. Adinolfi dedica più pagine al concetto di democrazia diretta, alla condivisione dei processi decisionali, alla necessità che gli under 40 prendano in mano le sorti della politica, facendosi spazio e prendendosi ciò che gli spetta.

Ed è su queste riflessioni che si snoda il breve testo, che in appendice contiene il programma con cui l’autore si candida alla leadership, riassunto in 100.2.0. Cento per il sistema pensionistico (sessant’anni di età, quaranta di contributi; sessantacinque anni e 35 di contributi); due la percentuale del Pil da investire in ricerca scientifica e due anche come riferimento alla tutela della coppia giovane, indipendentemente dall’orientamento sessuale, con priorità a casa e lavoro; zero per tanti ideali e proposte, tra cui zero vincoli all’accesso alla rete e alla scaricabilità dei contenuti in peer to peer per uso personale ma anche zero sfruttamento nei call center con un co.co.pro. a 600 euro al mese.

Ma cos’è questa Generazione U, che vive e si aggrega sulla rete? La U è degli under 40, ma anche di U2 (you too, anche tu), di inversione a U rispetto all’attuale sistema e di Ultima chiamata per le generazioni assenti, tra le altre definizioni. E se il tono del testo è sì, sincero e chiaro, ma forse un po’ troppo ottimistico e quasi trionfalista (anche se, in effetti, l’impegno che si propone Adinolfi è molto grande ed è quindi necessario affrontarlo con la giusta carica) e si potrebbero fare le pulci alle scelte musicali incluse nelle playlist della Generazione U, dalla lettura arriva comunque una ventata di energia e di desiderio di rinnovamento. Che questo sia realmente possibile, all’interno della struttura del nascente PD, starà a loro dimostrarlo.

Generazione U
Mario Adinolfi
Hacca
136 pagine, 10 euro

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1 commento

Commenti dei lettori

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  • @

    22 set 2007 - 15:07 - #1
    -1 punto
    Up Down

    lavoro precario…sarà ma a me questo non mi da l’aria di Mister Nessuno.
    il programma sarà anche bello e condivisibile, ma il problema è che in questo paese sarà molto difficile farlo applicare

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