Fra tanti scrittori che parlano di mafia, c’è anche un punto di vista molto particolare, quello della giovane scrittrice partenopea Valeria Parrella (“Mosca più balena”, “Per grazia ricevuta”, finalista ad un premio Strega). La scelta originale di Parrella, nel suo “Il verdetto” (Bompiani) è quello di collegare la mentalità degli uomini e delle donne di mafia alla logica sottostante la tragedia greca.
La storia del libro, trasposizione narrativa della piece teatrale “Io, Clitemnestra”, è proprio quella di narrare una “passione totale e distruttiva”, quella della protagonista per il suo Agamennone-boss traditore, che la porterà a progettare una vendetta cruenta.
“Il sistema camorristico mi ha fatto gioco – ha detto la scrittrice a Dweb – perché nella camorra l’individuo non conta nulla, subisce la legge del clan – in questo somiglia al mito: nell’impossibilità per il singolo di opporsi al destino”.
Per il suo romanzo l’autrice ha scelto una lingua “meticcia”, fra italiano e dialetto napoletano.
Canea
23 set 2007 - 10:34 - #1Ad aver fatto ‘gioco’ è il libro Gomorra che parla di camorra ed è stato bestseller, dando la spinta mercantile necessaria a tanti pseudoscrittori. Il libro è di una devastante banalità, il richiamo alla tragedia greca è tutto nelle intenzioni di chi scrive, non c’è un minimo legame sentito o affrontato culturalmente, che vada al di là del nome appiccicato qua e là a qualcuno dei personaggi.
ugasoft
23 set 2007 - 18:55 - #2vorrei ricordare a booksblog che martedì uscira il libro “L’Italia spiegata a mio nonno”, di Federico Mello, un giovane.
http://www.generazioneblog.it/
il libro venne distribuito online nella sua versione 1.0 ed ebbe un successo eccezionale, al punto da interessare la Mondadori!
Contattate lui stesso, è un tipo che risponde volentieri e rapidamente ;)
ciro
24 set 2007 - 00:55 - #3Canea, ma perché non ti informi prima di parlare?
La Parrella ha iniziato a scrivere molto prima che scoppiasse la moda di: “Hey, ma a Napoli c’è la camorra!”. Con Mosca+Balena e Per grazia ricevuta già erano descritti alcuni particolari aspetti della “mala napoli”, senza mai cadere in banalità e luoghi comuni.
Poi ovviamente questo è un Paese libero e pure chi non sa leggere un libro come te, si può permettere il lusso di una pseudorecensione.
editor
10 ott 2007 - 10:40 - #4“Per il suo romanzo l’autrice ha scelto…”
Romanzo? Ma ai libri di cui parlate date almeno un’occhiata prima di scriverne? “Il verdetto” è un testo TETRALE, lo si capisce chiaramente leggendo, ed è scritto in tutte le salse dentro al libro. Che pochezza, che approssimazione, che superficialità..