Certo, come sanno farti ridere i romanzi irlandesi. Basta un niente, la storia di una bravata fatta in classe quando lo scrittore era piccolo. O un dialogo fra due amici alla decima pinta di Guinness. Oppure un proverbio di saggezza gaelica piazzato al punto giusto della conversazione, ed è fatta.
Sarà un luogo comune, come tutti i luoghi comuni sulle manie delle donne, sul modo per gustarsi davvero una birra, o sulle mamme italiane. Però, romanzi alla mano, secondo me è proprio così. L’ultimo che ho per le mani è “La banda delle casse da morto” di Nick Laird* (Minimum Fax), che mi fa ridere ovunque mi trovi.
Tipo? Tipo la scena in cui il ragazzino salva dalla combustione la camicetta con le maniche a pipistrello della professoressa di Scienze, che reagisce “stando lì impalata urlandogli di non toccarle il seno”!. Oppure tutte le storie assurde sui rimorchi adolescenziali di Danny che Geordie, l’amico venuto dall’Irlanda del Nord, racconta alla sua festa (peccato che le racconti proprio davanti alla ragazza di cui Danny è innamorato, e finisce a botte).
* per la cronaca, è il marito di Zadie Smith, e vive con lei a Roma.
ps: un altro che mi fa ridere tanto è l’inglese Gerald Durrell (presente “La mia famiglia e altri animali”?). E voi?
vhemt
23 set 2007 - 12:39 - #1Sullo stesso genere mi ha divertito molto “I Divoratori” di John Barlow, anche se non è irlandese, che con un pizzico di grottesco racconta storie surreali. Una lettura che consiglio.
sara regimenti
24 set 2007 - 10:35 - #2ah ottimo, lo prenderò, e mi impegno a trovarne e segnalarne altri che facciano ridere…
bergsteiger
05 ott 2007 - 09:58 - #3L’ho letto tutto d’un fiato quest’estate. Sì, davvero piacevole!
ciao