Romancing Miss Brontë, di Juliet Gael

Tra la fine del secolo dei lumi e l’inizio dell’Ottocento, favorito dal contesto storico (il liberalismo anglosassone e una serie di leggi avanguardistiche al punto da far arrossire la nostra epoca), la forma romanzo – meglio, il romanzo inglese – subisce un’imprevista impennata di presenze femminili.

Tanto per citarne qualcuna: Jane Austen, Mary Shelley, George Elliot, Anna Radcliffe e le sorelle Brontë; tutte autrici di capolavori assoluti che, ognuno a modo proprio, sottolineano l’impegno letterario che le allontana dall’unico modo che avevano di vedere la donna, ossia a sgobbare in cucina.

Ebbene, Juliet Gael, con il suo Romancing Miss Brontë (TEA), ne fa un ritratto umanissimo e ricostruisce il mito delle tre sorelle Brontë calandole nella loro quotidianità, in modo da descrivere come se la passavano tre ragazze dotate di una intelligente fuori del comune – che avrebbero scritto capolavori come Cime tempestose, Agnes Grey e Jane Eyre – nell’Inghilterra della prima metà dell’Ottocento.

I Brontë vivevano in quello che potremmo definire un villaggio, Haworth, adagiato tra le colline dello Yorkshire. E questo non dovette certo facilitare le cose, alle tre sorelle, che tuttavia vissero un’infanzia felice insieme ad altre due sorelle (morte ancora bambine) e un fratello, Patrck Branwell.

La madre morì poco tempo dopo aver dato alla luce Anne. Il padre era un curato, aveva fatto studi classici (era laureato), e si occupò con dedizione profonda alla formazione dei figli. Ciò, naturalmente, contribuì a far crescere i ragazzi in un ambiente dall’atmosfera effervescente.

Nonostante le condizioni economiche non fossero delle migliori e le ragazze fossero costrette a fare le governanti presso altre famiglie per guadagnarsi da vivere, le giovani Brontë non trascurarono la loro innata curiosità intellettuale, anzi, mostrarono di avere il forte desiderio di irrompere nel mondo letterario. E lo fanno, seppur sot-to pseudonimo, con i tre capolavori già citati.

Purtroppo, però, non hanno molte possibilità di godersi la gloria: da una parte, lo abbiamo detto, il contesto non aiutava, ma dall’altra parte contribuì una repentina decadenza della famiglia Brontë. Nel giro di pochi anni morirono Anne, Patrick Branwell e Emily.

Charlotte, invece, che nel romanzo è la regina della storia, passerà gli ultimi anni vicino al padre e al marito, con l’unica amicizia di Thackeray (quello de’ La fiera delle vanità) e morirà nel 1855.

JULIET GAEL
Romancing Miss Brontë
Passioni, speranze, delusioni e amori di Charlotte Brontë
€ 14,00

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