Ogni personaggio della fantasia rispecchia in realtà le nostre paure o le nostre aspirazioni più profonde. E’ interessante allora, per tutti gli appassionati del genere, scoprire da quale sentimenti, suggestioni, o schemi sociali nasca la figura del Vampiro, che ultimamente ha ri-conquistato i teen ager grazie ai libri di Stephanie Meyer, “Twilight” e “New Moon” (in Italia editi da Fazi) storie di una giovane che vive una storia d’amore con un giovane ragazzo-vampiro. Con i suoi due romanzi di “formazione” dai toni lunari e romantici, l’autrice è riuscita a centrare uno dei sentimenti che si nascondono dietro questa figura fantastica: l’inquietudine.
Apparentemente aggressivo per la sua necessità di cibarsi di sangue, “contagioso” della sua stessa essenza, il vampiro infatti nasce secondo Vito Teti, l’autore di “La melanconia del Vampiro. Mito, storia, immaginario” (manifestolibri) proprio da questo sentimento. Al vampiro è ad esempio impossibile vivere pienamente alla luce del sole, ma gli è impossibile anche morire: rimane quindi in un limbo di sensazioni che è tipico anche dell’adolescente, sospeso sul terreno ormai straniero della sua infanzia, ma non ancora arrivato all’approdo dell’età adulta.
Melanconia, dice l’autore, è anche paura del diverso, di chi appartiene a una “categoria” altra, fuori dal proprio gruppo e dalle regole che lo caratterizzano. Infatti, il vampiro moderno impersona oggi come sempre, dice l’autore, una “specie nemica” in realtà presente in mezzo a noi, e che può attaccare in ogni momento. Che si tratti del fondamentalismo islamico o dei moderni serial killer che ogni tanto svelano la loro collezione di ossa proprio nel giardino di casa.
Fonte: L’Indice, settembre 2007
@le85
24 giu 2009 - 11:22 - #1Mmm sembra MOLTO INTERESSANTE… sono proprio curiosa di leggerlo e poi vi saprò dire Dopo aver letto libri e visto film e telefilm di vampiri, è ora giunto il momenti di psicoanalizzarli e capire cosa gli passa per la testolina.