Qualche tempo fa avevo scritto dell’attualità di “Gomorra”, segnalando l’intervista a Franco Roberti che Gianluca di Feo aveva realizzato per L’Espresso. Il tema continua a essere sempre in primo piano.
Di Feo questa volta ha intervistato direttamente Roberto Saviano sulle pagine di Repubblica. Partendo dalla notizia della sentenza di morte nei suoi confronti, pronunciata dagli appartenenti al clan dei Casalesi, nel dialogo con l’autore campano si parla di giornalismo e camorra, dell’indifferenza e dell’ostilità che “Gomorra” ha suscitato in molti ambienti culturali e politici, di come sia vivere sempre sotto scorta.
Ma si parla anche della possibilità del cambiamento, che secondo Saviano richiederà comunque il passare di un’intera generazione per realizzarsi, complice una politica che ha perso il suo slancio di combattività nei confronti della criminalità organizzata. Politica a cui lo scrittore non risparmia forti critiche, tenendo sempre al centro l’attenzione sulla questione meridionale e sul dramma dell’emigrazione dei giovani, sottolineando però quanto sia importante il lettore per un lavoro come quello che lui e altri stanno facendo: è proprio il lettore, infatti, ‘che rende libero lo scrittore’, dice Saviano.
unaLettrice
22 ago 2007 - 14:42 - #1Se è il lettore a rendere libero lo scrittore, perchè Saviano prima di dargli buca non ci pensa due volte?
Sarebbe bello per un lettore incontrare lo scrittore che gli ha “rubato” soldi e tempo. Sarebbe bello che lo scrittore si presentasse alle manifestazioni dove è prevista la sua presenza.
A me tutta questa storia della condanna a morte mi sa di trovata pubblicitaria, in fondo Saviano non ha fatto altro che attingere da fonti accessibili a tutti e romanzarle.
Non ha certo scoperto l’acqua calda scrivendo che in Campania c’è la camorra.
francesca cenerelli
23 ago 2007 - 12:36 - #2@ una lettrice:scusa se mi ci metto in mezzo, visto che hai postato il commento.
Credo che sia difficile x chiunque di noi immaginare il carico di pressioni ricevute da una persona improvvisamente divenuta di dominio pubblico.
Credo che nessuno possa tratte conclusioni affrettate sul perchè possano essere disdetti impegni.
Se tu non appoggi non stimi e non credi a Saviano, allora perchè cerchi un “contatto” con lui?
Dovresti mettere da parte il tuo rancore o le tue motivazioni personali e cercare la verità, una verità di ben più larga portata, molto più complessa.
Io personalmente ho assistito ad un suo incontro pubblico e ti assicuro che ha ricevuto applausi per oltre 10 minuti filati dalla gente, lettori che gli hanno creduto, che capiscono quali sono le difficoltà.
Non credi a Saviano? non credi a Pamuk? non credi alla Politovskaja morta? male… ti consiglio di appofondire la Storia costellata di martiri soltanto perchè hanno voluto raccontare quello che come dici tu, SI SA…
P.S. anche se si sa, comunque io trovo Gomorra scritto in una maniera divina.
saluti a tutti voi lettori…
Francesca Cenerelli
carro128
23 ago 2007 - 14:11 - #3Fermo restando che parlare di Camorra è sempre pericoloso e ci sono modi meno rischiosi di farsi pubblicità a me quel libro non è proprio piaciuto. Non è un romanzo nè una inchiesta giornalistica ma vuole accaparrarsi il diritto di prendersi il meglio dei due. Come romanzo non vi è una vera storia e come inchiesta riferisce tanti “sentito dire” che non hanno riferimenti veri e propri per cui non sai mai se credere a tutto (cosa che sembre incredibile anche a chi a Napoli ci vive) oppure non credere a niente (negando l’evidenza). Ma a mio avviso la cosa peggiore è il contributo a dipingere una camorra onnipresente e onnipotente che non si può sconfiggere se non “in una intera generazione”. Non penso che i magistrati la pensano così e non mi sembra che questa tesi sia veramente utile per la città e pericolosa per la camorra
francesca cenerelli
24 ago 2007 - 10:02 - #4@carro128:mi riferisco a quanto ha scritto nel post.Sa, io non l’ho inteso come metodo per farsi pubblicità (credo che per questo, come Lei stesso ha sottolineato, ci siano metodi molto meno rischiosi e di maggior effetto!)Il libro ha voluto semplicemente raccontare a CHI NON SA, rendere noti determinati meccanismi, certamente impressionanti x chi è costretto a fare i conti tutti i giorni con la durezza dell’ambiente fortemente intriso con la corruzione, con leggi totalmente illegali ma presenti e rispettate più di quelle “scritte”, alle quali sottostare.il secondo punto che mi permetto di discutere con Lei, riguarda “le fonti”, a Suo parere incerte. I morti ci sono eccome, quelli citati, e non ne ha parlato soltanto Saviano.Le inchieste ci sono eccome, la DDA esiste eccome e ci sta lavorando (lo ha ammesso anche Lei no?) i nomi eccellenti ci sono eccome. I napoletani conoscono benissimo quei nomi.Conoscono bene le leggi che devono rispettare, volenti o nolenti.Ma non conoscono l’intera filiera, come la maggioranza del popolo ignora le trame attuali di corruzione.La chiave di lettura NON E’ la sconfitta del meccanismo camorristico SOLO attraverso il cambio generazionale.La chiave di lettura è: rendere consapevoli di COSA sta accadendo, in che termini, cosa frutta x l’intero mondo economico, non x ultimo sulla scala sociale, tale meccanismo illecito.Stiamo parlando di persone che nascono su un territorio di conflitto e forse non riescono a rendersi conto che PUO’ esserci un modo diverso di vivere, si può riscattare la propria dignità. Il Sud è una grossa fetta dell’Italia.Rendere consapevoli vuol dire aiutare a ragionare, aiutare ad essere liberi di scegliere, a NON ACCETTARE le condizioni imposte, trovare il coraggio di appoggiare insieme la lotta portata avanti da alcune persone coraggiose, che senza l’aiuto del popolo, rischiano di trovarsi soli in battaglia e con scarsi risultati.
La QUESTIONE MERIDIONALE ci riguarda eccome. spero che Lei sia d’accordo. I magistrati o gli scrittori non possono essere SOLI ad affrontare questo problema: ci riguarda tutti.
FrancescaCenerelli
Throor
27 ago 2007 - 09:15 - #5La cosa che a me colpisce di più, a dire il vero, è la quantità di commenti critici da parte di anonimi. Perché UnaLettrice non si firma con il suo nome, come fa Francesca Cenerelli?
Fabrizio
Umbertoski
04 set 2007 - 10:17 - #6Nel momento in cui la camorra emette una tale sentenza, ciò che spetta al malcapitato è una morte imminente. E immediata. Ma questo non succede.
Minacce di questo tipo, però, non sono nuove. GIà l’anno scorso Saviano ha dichiarato che la camorra voleva farlo fuori. Il che ha portato sui vertici delle classiche il suo libro.
A circa un anno di distanza la cosa sembra farsi molto più grave ma - allo stesso modo - Saviano è ancora in circolazione. Sia ben chiaro, non me la prendo a male, ma i dati di fatto ci hanno dimostrato che assassini del genere sono in grado di uccidere in ogni occasione, quando vogliono e con o senza la presenza di una scorta. La cosa che mi fa riflettere è che questa nuova minaccia capiti proprio a pochi mesi dall’uscita del film ispirato al libro. Se fossi un malpensante comincerei a credere che è tutta una trovata pubblicitaria.
unaLettrice
04 set 2007 - 22:33 - #7Partendo dal presupposto che non a tutti piace “apparire” e che è normalissimo utilizzare dei nick sul web, il mio anonimato non è dato da nessun motivo particolare, semplicemente dalla volontà di utilizzare un nick come del resto fai tu, caro Thoor.
Detto questo, io non metto in discussione il contenuto del libro, nè la sua veridicità. Penso semplicemente che Saviano abbia strumetalizzato qualche minaccia ricevuta (cosa che rientra nelle più semplici strategie di marketing) ed ho semplicemente postato la mia delusione per non aver avuto la possibilità di avere un confronto diretto con uno scrittore che credo, abbia scritto un libro interessante, perchè si è tirato indietro all’ultimo momento.
Cara Francesca, il problema della camorra non si risolve scrivendo un libro e aprendo le coscienze che sono purtroppo già spalancate.
Siamo tutti consapevoli dell’esistenza della camorra, della mafia e di tutte quelle associazioni che affondano i propri tentacoli in quella che è la nostra vita quotidiana.
Ciò che non gradisco del libro di Saviano è l’idea che da del Meridione, dipinto solo per quelli che sono i suoi lati negativi, dove non viene messo in evidenza l’impegno di tanti per cambiare le cose.
francesca cenerelli
05 set 2007 - 09:59 - #8a una lettrice:ti posso assicurare che NON SIAMO TUTTI CONSAPEVOLI di quante implicazioni abbia nell’attuale economia e quindi società, la camorra o, se vogliamo identificarlo con il termine “sistema”. Io vivo al nord. ti posso indicare qual è l’opinione di gran parte delle persone, anche con un determinato livello di cultura, diciamo medio? “si tratta di combriccole, numero limitato di persone, conducono malaffari di cui non vogliamo sapere, tanto sono condotti in zone geografiche dal quale è meglio stare alla larga… che se la sbrighino tra loro, quelli del Sud.Se poi determinate vicende sconfinano, non sono altro che regolamenti di conti fra di loro…” Ecco, unalettrice, questo riscontro io nel NordEst. Personalmente ti posso garantire di non aver trovato grande informazione nemmeno negli ambienti in cui ci si occupa di economia alternativa, di uso oculato dei prodotti, di tendenza contraria all’economia della crescita….Quindi non pensare che questo libro non sia servito a far capire (al di là dello scalpore e clamore delle vicende personali di uno scrittore che magari non prevedeva nemmeno il cambiamento, lo stravolgimento totale dell’intera sua vita e magari magari, è umanamente pieno di dubbi, di paure, di scelte non facili da fare)a far capire dicevo, i meccanismi economici.
Sull’altro punto, cioè l’impegno, gli aspetti positivi di chi ha volontà, insomma ciò che trasuda dal popolo che non vuole camorra o semplicemente corruzione, credo che nel libro traspaia ugualmente: è l’impegno costante delle indagini, le vittime sacrificate, le persone comuni. In ogni caso, non basterebbe un’enciclopedia per narrare TUTTTI gli aspetti del nostro bellissimo e abbandonato a sè stesso, MERIDIONE… si è forse scelto di narrare con crudezza l’aspetto più sotterraneo, l’inenarrrabile che coinvolge le famiglie comuni, in tutta la sua quotidianità.
Spero di sentirti presto, unalettrice. Leggi Memorie di un rivoluzionario, lettura consigliata anche a UMBERTOSKI, tanto per capire le dinamiche di minaccia e di pressione subìte da chi scrive….
a presto un caro saluto a tutti.
francesca cenerelli
Superbisco
05 set 2007 - 12:12 - #9Teniamo alti questi nomi importanti, cosicché non si sentano abbandonati a se stessi. Non rinunciamo MAI a calmare le acque. La camorra va combattuta fino alla FINE, perché, come diceva Falcone, la mafia è un evento umano, e pertanto ha un inizio e una fine ben delineata nel tempo.
Superbisco
05 set 2007 - 12:15 - #10unaLettrice: Saviano non ha scoperto l’acqua calda, ha soltanto sprovincializzato un fenomeno che si reputava minore, limitato alla geografia campana. Mentre, e lo si evince bene dal libro, la camorra è potente come mafia e ‘ndrangheta
Rocco
31 ott 2007 - 21:00 - #11Sinceramente ho letto di tutto sulla mafia e sulla camorra e questo è il libro più inutile della storia, è puro esibizionismo, l’autore non fa altro che vantare la camorra rispetto alla mafia, inoltre notizie di seconda mano, inesattezze, puro esibizionismo, Saviano la prossima volta fai un libro di ricette, ciao.