Intervista a Licia Troisi

In Inghilterra hanno J.K. Rowling. Noi, in Italia, abbiamo Licia Troisi. Ed io, leggendo Licia, non rimpiango mica molto la Rowling...
Senza troppi fronzoli, senza troppe presentazioni, la conoscete tutti la bravissima autrice delle Cronache e delle Guerre del Mondo Emerso (altrimenti, biografia qui), che ha gentilmente risposto alle nostre domande.

Sei la diretta concorrente della Rowling, scrittrice di successo di storie fantasy che hanno conquistato l'Italia e l'estero. Ma dalla tua hai la giovanissima età.
Una tua riflessione sul genere fantasy: quale il segreto del suo successo? E quanto ha influito la mania Harry Potter alla diffusione del genere?

Harry Potter è stata solo la miccia. Un grosso impulso è stato dato anche dal Signore degli Anelli cinematografico, ma adesso sembra che il genere stia vivendo un suo momento di gloria svincolato dai successi di questi due mostri sacri. Direi che questo revival è dovuto al fatto che il fantasy attinge in egual misura dalla mitologia e dalla fiaba, e per questo risulta archetipo. Propone grandi temi cui l'uomo è sensibile da sempre

Molti scrittori si stanno cimentando nella stesura di questo genere di romanzi.
L'enorme diffusione di un genere, ne decreta la fine perché scade nella banalità? Non c'è il rischio di avere tanti cloni di una stessa storia, con personaggi (quasi) diversi?

Mah, per ora non credo che si corra questo rischio. In Italia il genere è praticamente appena nato, e sta ancora cercando la sua strada. E il successo non significa automaticamente banalizzazione; se il mercato è saturo sperimentare diventa anche più facile.

Qual è il futuro del fantasy?

Spero roseo. Credo che la tendenza sia ad una diversificazione e arricchimento del filone fantastico.

Il tuo "maestro" fantasy?

Jonathan Stroud, che pure fa un genere tutto sommato diverso dal mio. Mi piace il modo in cui sa raccontare la miserie umane, e poi adoro la sua ironia. I suoi libri sono ricchi di piani di lettura, e non smettono mai di divertire. Sono i libri per ragazzi perfetti: godibili per un pubblico giovane, ma anche ricchi di perle che solo chi è un po' più in là con gli anni riesce a cogliere appieno

Parliamo dei tuoi libri. Da cosa nascono le tue storie? E perchè?

Dalla mia vita di tutti i giorni. Sento il bisogno di mettere su carta una serie di riflessioni che faccio durante la mia vita, oppure raccontare qualcosa che mi è successo e che ho trovato significativo, e il modo che ho per farlo è di raccontare storie fantasy

Immagino non sia facile tenere a mente le vicende di tutti i personaggi, le mappe dei mondi, nomi e particolari.
Quanto tempo serve per far nascere un romanzo fantasy? E quali le difficoltà maggiori?

Per la scrittura della prima stesura, in genere sei mesi bastano, ma prima ci sono svariati mesi in cui mi viene l'idea e inizio a svilupparla. Poi, viene il momento in cui occorre ricorreggere tutto, almeno un altro mese. Diciamo che ai miei ritmi un annetto basta. La difficoltà sta soprattutto nel gestire la linea temporale, e calibrare gli spostamenti; finisco sempre per dimenticare quanto tempo è passato dall'inizio della storia, e ho continuamente difficoltà a quantificare quanta strada fa un omino a piedi nel mio mondo, e mantenere la stima coerente per tutta la storia. Devo dire che anche gestire la magia è complicato: se la usi troppo, diventa un deus ex machina che ti distrugge l'intreccio, se la usi troppo poco finisce per diventare inutile.

Un tuffo nelle tue storie, ci puoi fare qualche anticipazione su quello che succederà prossimamente?

Sono ancora alla prima stesura, quindi possono cambiare molte cose fino alla pubblicazione. In ogni caso, c'è un personaggio che bene o male ha fatto la sua comparsa in tutti e due i libri precedenti che diventerà d'importanza cruciale per lo sviluppo della storia.

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