Esiste la lettera di genere. E questo lo sappiamo tutti, ma quando pensiamo al “genere” in mente ci vengono i soliti noir, fantasy, giallo, rosa… ma non dimentichiamo che ci sono generi anche più pratici. Mettete ad esempio la Letteratura Enogastronomica.
Capita l’occasione di parlarne in seguito alla pubblicazione del libro “Il Codice Marchesi” per opera di, appunto, Gualtiero Marchesi.
Il libro verrà presentato in anteprima a Maiori, in occasione del “Premio di Letteratura Enogastronomica Minori-Costa di Amalfi“, venerdì 6 luglio, come inaugurazione della kermesse dedicata alla letteratura enogastronomica, che abbiano con fil rouge cucina, vino e viaggio.
Mi incuriosisce, a proposito, come ogni qual volta si parli di narravita o saggistica enogastronomica, venga associato il viaggio. Pare quasi che il cibo ed il vino non possano essere narrati nella loro immobilità del territorio di appartenenza, ma collegati per forza alla loro scoperta nel processo di viaggio, di movimento. E’ vero che solo in movimento si può scoprire il nuovo, e che solo col viaggio la narrazione (diaristica soprattutto) acquista un senso di conquista, ma la staticità alimenta la fantasia e la conoscenza bibliofila.
Ok, vi ho tediato abbastanza stamani con queste riflessiori. Vi rimando alla lettura del Codice del grande chef, e vi preannuncio che presto recensiremo il libro di Massimo Roscia, Uno strano morso.
Chissà, comunque, cosa ne pensano gli amici di Gustoblog.it.
Anteprima del commento