Bibliotecari rimasti nella storia

Ci siamo occupati molte volte di biblioteche ed affini. Convinti di stuzzicare la vostra curiosità con scenari fuori dal comune, vi abbiamo trasportato in alcune grandi "mecche" dello splendido universo libresco del quale ci consideriamo orgogliosamente membri. E il viaggio, com'era prevedibile, non si è lasciato ingabbiare da alcun limite fisico. Dalla Bibliothèque National de France, alla sua "sorella spagnola" dalla veneranda età, fino alla Bibliotenda di Mirandola, le nostre avventure guidate dall'odore della carta sono ben lontane dall'arrestarsi.

E in tutto questo girare non abbiamo dimenticato gli uomini. Grandi nomi di personaggi che hanno fatto la storia e che, durante le loro ricche esistenze, oltre a creare e nutrire sostanziose raccolte personali, hanno ricoperto anche la funzione di "custodi di tomi" per privati ed istituzioni. Georges Bataille in quel di Orléans, Roland Barthes presso l’Institut français di Bucarest, Anatole France alla riserva del Senato d'oltralpe, ma anche Jorge Luis Borgès, direttore della Bibliothèque nationale d’Argentina, o il famoso Giacomo Casanova, bibliotecario personale del Conte Joseph Karl von Waldstein, Johann Wolfgang von Goethe nella biblioteca Anna-Amalia di Weimar e Jacob Grimm, bibliotecario di Jérôme Bonaparte, re di Westphalia.

Per non parlare di filosofi come David Hume, bibliotecario per conto del Corpo di avvocati di Edimburgo, o di Immanuel Kant, aiuto alla Biblioteca di corte di Koenigsberg, o ancora Leibniz, responsabile della biblioteca del Duca di Hanovre. Una lunga sfilza di protagonisti della cultura, che non si sono limitati allo studio, ma si sono presi amorevolmente cura dei volumi a loro affidati.

Immagine da pasdbp.wordpress.com

Via | fr.wikipedia.org


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