ho bisogno di trattenere nell’acqua
la memoria dei passi
e la sete
viaggiare è conoscere al contrario
partire dal cuore, dove la gola non pensa
Non ha prefazione, né note biografiche di pagine intere. Ha solo parole pure, sentite e volute, pensate e probabilmente sofferte. E’ “L’esperienza della pioggia” di Stefano Lorefice (Campanotto editore).
Un libello di 56 pagine, sulla carta bella ed il numero di copia nell’ultima pagina. Un libello di poesia discreto nella veste ma forte nel contenuto.
Punteggiatura essenziale e versi liberi, ed in ogni frase il penetrare delle parole senza supporto di continuità . E’ nel senso che la continuità persiste, si forma e plasma l’emozione, nella scelta di alcune immagini particolarmente riuscite, dell’emozione educata del poeta che diventa anche la nostra.
Una dualità poetica ed attuale (corpo/frontiera e corpo/città ) che rappresenta la dualità stessa della poesia e dell’essere umano. Un viaggio dentro e fuori una stessa emozione d’esistenza.
Stefano Lorefice, classe 77, residente a Roma, è alla sua terza prova poetica, e porta avanti da anni il blog e progetto Cosmo Blues Hotel.
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