Sarà che oggi sono un po’ polemica, ma leggendo questa notizia battuta dalle agenzie, mi pongo molte domande.
Una copia della prima edizione dei ”Fleurs du Mal” (I Fiori del Male), che il poeta francese Charles Baudelaire (1821-67) dedico’ con firma autografa al pittore Eugene Delacroix, e’ stata aggiudicata ad un’asta di Sotheby’s a Parigi per la cifra record di 603.200 euro, comprese le spese di commissione.
Allora, comprendo che avere un’edizione autografa di un grande poeta come Baudelaire è una cosa che probabilmente non ha prezzo (seppur all’asta sia stata quantificata in 603.200 euro), per di più con una dedica a Delacroix, in cui Charles Baudelaire esprime a sua profonda ammirazione per l’artista. Ma, io mi chiedo che utilità alla fine abbia avere in casa un reperto del genere, a parte vantarsene tra collezionisti. Mi sorge il dubbio che chi acquista questo genere di cose all’asta, stia cercando di “salvare l’arte e la cultura”. Ma non sarebbe meglio investire quei seicentimilaeuro (non sono pochi!) in un progetto di promozione culturale per magari educare alla conoscenza di un poeta ineguagliabile come Baudelaire? Non è un po’ esagerato spendere quelle cifre mentre c’è gente che vorrebbe studiare e approfondire la cultura ma non ne ha la possibilità?
Quello che dubito è che sia solo un vezzo da milionari. E niente, davvero niente più. Un vero peccato, oltre ad un affronto alla cultura stessa.
N1ghtm4r
29 giu 2007 - 16:52 - #1in parte sono daccordo con te, comunque preferisco chi spende cifre del genere per possedere un “pezzo” di storia e cultura dell’uomo, piuttosto di chi spende la stessa cifra per comprarsi un cellulare ricoperto di pietre preziose, o affini