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Milena Agus?

Pubblicato: 16 giu 2007 da rossano astremo

Milena Agus, chi è costei? Dopo l’esordio del 2004 con “Mentre dorme il pescecane”, ecco giungere nelle librerie “Mal di pietre”, edito da Nottetempo, piccolo caso editoriale in Francia e grande successo anche in Italia, non solo di vendite, ma anche di critica, se è vero che il romanzo in questione è finalista al Premio Strega e Premio Campiello.
Non ho letto nulla della Agus. Questo non è un pezzo sulla sua scrittura, ma su questo piccolo fenomeno letterario. Pubblicare con un piccolo editore non sempre significa essere escluso dalle grandi logiche del mercato e della critica. Certo, lo Strega lo vincerà Ammaniti, e forse neanche il Campiello finirà nelle sue mani. ma è già un ottimo passo esserci.
Non ho letto i suoi libri, ma porrò presto rimedio a questa mia mancanza. Mi incuriosisce soprattutto “Mal di pietre”. In soldoni: si parla di calcoli renali. Lo so, la storia è molto più intensa dei dolori causati da queste fastidiose pietroline.
E sono ancora più curioso per il fatto che i commenti della gente che conosco, che ha letto il libro, non sono di certo stati lusinghieri.
Vi farò sapere.
E voi? Avete letto i romanzi della Agus?

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5 commenti

Commenti dei lettori

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  • Felice Muolo

    17 giu 2007 - 10:09 - #1
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    E i miei, li avete letti?
    Felice Muolo

  • Profilo di Gabriele Onnis

    Gabriele Onnis

    28 giu 2007 - 16:30 - #2
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    Conosco Milena Agus,
    Non riesco a riconoscerLa nel suo “Mal di Pietre”. In particolare non La riconosco nel capitolo 10 del suo libro; a me pare, sia una bella mossa editoriale di chi la sa lunga su quello che il popolino desidera leggere , popolino che , dicendosi al passo con la moda e con i tempi, guarda dal buco della serratura la gente che tromba a manetta .
    Sono profondamente contristato.
    Mi dispiace nel contempo che un libro come quello di un certo Christian Floris dal titolo “gli inseparabili” venda tanto ma nessun media ne parla.
    Stranezze della propaganda.
    Gabriele Onnis

  • Profilo di Gabriel

    Gabriel

    28 giu 2007 - 16:35 - #3
    0 punti
    Up Down

    Conosco Milena Agus,
    Non riesco a riconoscerLa nel suo “Mal di Pietre”. In particolare non La riconosco nel capitolo 10 del suo libro; a me pare, sia una bella mossa editoriale di chi la sa lunga su quello che il popolino desidera leggere , popolino che , dicendosi al passo con la moda e con i tempi, guarda dal buco della serratura la gente che tromba a manetta .
    Sono profondamente contristato.
    Mi dispiace nel contempo che un libro come quello di un certo Christian Floris dal titolo “gli inseparabili” venda tanto ma nessun media ne parla.
    Stranezze della propaganda.
    Gabriele Onnis

  • Simona

    29 nov 2007 - 21:18 - #4
    0 punti
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    Io ho letto sia “Mal di pietre” che “Mentre dorme il pescecane”, e mi sono piaciuti entrambi moltissimo.
    La scrittura della Agus è sincera, essenziale, a tratti cruda, e comunque priva dei fronzoli che si mettono spesso qua e là per compiacere il lettore.
    Riesce a combinare semplicità e profondità in uno stile narrativo assolutamente originale, toccando corde molto intense della realtà umana.
    Secondo me è la cosa più bella della narrativa italiana degli ultimi anni, ma accetto l’idea che ci possano essere dei pareri diversi dal mio.
    Il problema è che anche una critica negativa dovrebbe essere espressa con serenità d’animo, e non con sentimenti di rabbia ed invidia come quelli che si annidano pericolosamente tra le righe del signor Gabriele, il quale ha confessato di conoscere la Agus ed è probabilmente mosso da un qualche risentimento personale.
    Se poi costui non riesce a distinguere la bellezza e la fantasia di un’ immagine letteraria ricca di significati che vanno al di là dellla narrazione stessa, dalla pornografia di “gente che tromba a manetta”, è un suo problema.
    Ci tengo a precisare di non conoscere l’autrice e di appartenere al “popolino” dei lettori laureati (lettere).
    Simona

  • Lucian68

    17 dic 2007 - 13:26 - #5
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    Anch’io l’ho letto. Non è un libro brutto, si vede che è scritto con passione e con uno stile leggero e profondo allo stesso tempo, ma di libri così ne esistono a centinaia. Ci vorrebbero allora centinaia di premi Strega.
    Non mi sembra però che chi ha scritto il penultimo commento sia animato da parole d’invidia o risentimento. Semplicemente mi pare che abbia espresso la sua opinione. Rispettabile, come quella di tutti.

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