Parigi, la Lost Generation e Shakespeare & Co.


La storia di Shakespeare & Company, istituzione culturale del Quartiere Latino, gira intorno a due donne, entrambe di nome Sylvia. La Beach, fondatrice, nel lontano 1919, della prima libreria anglofona di Parigi e la Whitman, attuale proprietaria e amministratrice. Ma l'intera storia, tesa come un filo dall'America al vecchio continente, è ben più ricca ed originale. Perché Shakespeare & Company divenne, nei favolosi anni '20, un vero e proprio "covo" degli scrittori anglofoni più frizzanti. Luogo di ritrovo per talenti del calibro di Hernest Hemingway, James Joyce e Francis Scott Fitzgerald, resta un simbolo di spensieratezza e di ispirazione, incrocio di vite e di creazioni immortalato anche nel libro di Noel Riley Fitch.


Dopo la Lost Generation, la gloria dei'20 e dei'30, il declino dei'40 e una lunga pausa, durante gli anni del conflitto e il secondo dopoguerra, il luogo restava un riferimento mitico nei discorsi dei numerosi studenti anglofoni sbarcati all'ombra della Tour, finché un bel giorno del 1951, dopo la morte dell'ideatrice, George Whitman decise di riprendere in mano l'attività e di far rinascere Shakespeare and Company. E fu di nuovo successo, supportato dalle frotte di curiosi accorsi per visitare una delle mecche dei loro scrittori preferiti e da un'allure d'altri tempi. La vicenda continua ancora oggi con la "seconda Sylvia", figlia di George e attuale anima bionda dell'angolo situato al 37 di rue de la Bûcherie, alle spalle del celebre profilo di Notre Dame.

Via | shakespeareandcompany.com

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