Speechless Magazine. Intervista ad Alessandra Zengo direttrice e ideatrice della rivista

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Speechless Magazine. Intervista ad Alessandra Zengo direttrice e ideatrice della rivistaSpeechless Magazine è la rivista letteraria del momento. Si tratta di una rivista digitale free scaricabile gratuitamente. La rivista ha incontrato immediatamente il favore di lettrici e lettori tanto che in pochissimo tempo si sono superate le ottantamila visualizzazioni per il numero zero e ben duecentomila per il numero 1. L’idea di fondo è quella

di elaborare strumenti che possano permettere di capire al meglio il mondo della letteratura, senza pretese di esaustività; senza vincoli di sorta per generi o argomenti; senza preclusioni o intellettualismi di maniera, ma con la curiosità e la passione che nascono dall’amore per l’Universo Libri. Speechless è un magazine online gratuito che propone riflessioni critiche e indipendenti, svincolate da ogni favoritismo.

Idea vincente, a giudicare da come è stata accolta sia da lettori e lettrici che dagli addetti ai lavori.

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Alessandra Zengo direttrice e ideatrice di Speechless Magazine.

Secondo te a cosa è da attribuire il successo che ha avuto – e sta avendo – Speechless Magazine?
Il “successo” di Speechless è arrivato inaspettato, sia per la sottoscritta – che ha ideato il magazine – che per la redazione che mi ha accompagnato in questo progetto. A ridosso dell’uscita del numero 0, Speechless rappresentava ancora un’incognita e una sfida; non speravamo assolutamente in un’accoglienza così calorosa da parte di pubblico, addetti ai lavori e anche autori. Comunque, credo che sia da attribuire a vari fattori. Ha giocato a nostro vantaggio il periodo che abbiamo scelto per esordire (il supporto digitale è in continua crescita); la grafica accattivante e giovanile, diversa dalla solita impaginazione delle riviste letterarie; una redazione eterogenea pescata da diversi settori (editor, giornalisti, blogger); il passaparola dei lettori, che entusiasti del risultato hanno “diffuso il verbo”.

Speechless è da leggere perché…. e poi (permettimi un po’ di cattiveria, no?) Speechless è da evitare perché…
Bella domanda (a cui è anche difficile rispondere)! Allora, Speechless Magazine è da leggere perché credo sia un prodotto nuovo e accattivante, sia per la grafica, come già detto, che per i contenuti; un canale che unisce chi il libro lo fa, chi lo scrive e chi lo legge, e quindi rappresenta un luogo ideale di confronto. Mentre Speechless Magazine è da evitare perché… è un magazine, è pieno di tante parole scritte fitte-fitte, parla di libri e letteratura, non è ha la brevità di respiro, sfugge all’assillo della “notiziabilità”, ha piuttosto l’impianto e l’appeal di una rivista “vecchia scuola”, punta sull’approfondimento tematico e pretende impegno e partecipazione da parte del lettore, una fruizione ad alto mantenimento. Servono altri motivi per evitarlo?

Ti va di raccontarci un dietro le quinte simpatico?
Il dietro le quinte di Speechless è nella maggior parte dei casi divertente. Da direttore condivido qualunque notizia riguardante la rivista (sono troppo democratica, lo so!) e quindi molte volte (facebook ci fagocita per un tempo che è meglio non dichiarare) ci troviamo a scherzare insieme e a prenderci in giro (nonostante io tenti invano di mantenere l’ambiente il più serioso e castigato possibile). Ecco, l’ultimo “siparietto” di questo genere si è verificato in occasione della mia intervista radiofonica: i redattori si sono divertiti assai a farmi venire un’ansia da prestazione che nemmeno un atleta olimpionico potrebbe capire. Ne è emerso che mentre parlo grugnisco anche. *ride*. Per un nanosecondo ci ho anche creduto. Ah, e anche adesso dalla “regia” mi stanno suggerendo le risposte all’intervista, che preferisco censurare anche se farebbero ridere parecchio. Insomma, il dietro le quinte di Speechless lascerebbe davvero senza parole chi non ci è abituato.

Nel parlare con Alessandra, mi viene in mente la cosiddetta clausola Kundera contro il libro elettronico. Milan Kunedera, infatti, ha detto che

Il nostro tempo comincia a mettere i libri in pericolo. È a causa di questa angoscia che, da molti anni ormai, aggiungo a tutti i miei contratti, in qualsiasi Paese del mondo, una clausola in base alla quale i miei romanzi non possono essere pubblicati che sotto la forma tradizionale del libro. Affinché li si possa leggere solo su carta, non su uno schermo. Voglio che i miei romanzi restino fedeli al libro per come lo conosco dalla mia infanzia. Fedeli al libro, e alla biblioteca.

Che ne pensa Speechless Magazine di questa lotta tra cartaceo ed eBook?
Essendo un magazine digitale non possiamo non sostenere l’eBook e le nuove tecnologie che si stanno lentamente affiancando al supporto tradizionale. Se non ci fosse stata la possibilità della pubblicazione digitale, molto probabilmente Speechless non sarebbe nato e non avrebbe l’aspetto attuale, perché il digitale permette una libertà (sia per la creazione della rivista stessa che per la sua diffusione) che una pubblicazione da edicola non potrebbe avere. A mio parere, la “lotta” tra cartaceo ed eBook andrà lentamente esaurendosi ed entrambi i supporti, per quanto concerne l’editoria, sono destinati ad una lunga convivenza (si spera). Il “crepuscolo del libro fisico” è ancora lontano, nonostante molto probabilmente l’eBook si imporrà nel settore scolastico dove il libro digitale è sicuramente più comodo ed economico per lo studente.

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