Mi capita di innamorarmi di un autore e di non mollarlo più, mi capita di entrare nel suo mondo fatto di libri, di occupare abusivamente i suoi spazi, di dialogare capricciosamente con i suoi personaggi, sino alla lettura di tutte le sue pagine scritte e pubblicate. L’innamoramento di un autore e della sua scrittura è una forma patologica di lettura. Mi è capitato, tanti anni fa, con Jack Kerouac, con William Burroughs, più di recente, con David Foster Wallace, conDave Eggers, con Thomas Pynchon. Ora è la volta di Philip Roth. Vivo nel suo mondo da qualche mese, ora sto leggendo La macchia umana, inutile elencarvi tutti i titoli già letti. L’altro giorno aspettavo la coincidenza per un treno che mi riportasse a casa e ho letto in libreria, seduto su uno scomodo sgabellino, Il seno. Cosa amo di Roth? La sua ironia? Il suo individualismo? La sua ossessione per il sesso? La sua lotta continua contro il pensiero pervasivo della morte? Sì, penso di sì. Tutto questo e anche altro.
E voi? Siete affetti da questo disturbo compulsivo di lettura onnivora dell’opera di un autore?
EmiT
23 giu 2007 - 21:07 - #1si a me è capitato varie volte… al liceo con Morgan Forster e Kafka, poi con V.Woolf e Proust e recentemente (all’insegna del maggior disimpegno) con Coe… Di Roth ho letto solo “Ho sposato un comunista” e mi è poiaciuto così che credo di leggerne un altro presto… Non escludo cmq che la monomania mi colpisca anche per questo autore! Bel post!
sandra
04 ago 2009 - 16:52 - #2mi capita la stessa cosa, quando un libro mi prende devo leggere tutto di quell’autore e con philip roth e’ successo la stessa cosa. il primo libro che ho letto e’ stato “l’animale morente” ed e’ stato amore a prima…lettura.