"Rapporto in scala 1:1" di Giuseppe Foderaro

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A partire da una citazione di Michel Houellebecq, l’ultimo libro di Giuseppe Foderaro, per Sangel edizioni, si accende a partire da un tragico evento, verificatosi proprio a due passi da una delle metropoli italiane più rappresentative. Sul palco consunto dell’aeroporto di Malpensa si consuma un fatto di sangue dalle rilevanti dimensioni, e il capoluogo meneghino, trascinato nel vortice degli attentati terroristici di matrice islamica, e divorato dalle inquietudini derivanti e già ampiamente suggiacenti, diventa lo scenario di un’inchiesta parecchio complicata.

Un groviglio di serpi annidate nel cuore della pianura padana, sordide appendici sud-europee di fanatismi mai sopiti, del quale si occupano l’investigatore Sauro Badalamenti (ex-galeotto incastrato tra un animo gentile e un cognome da mafioso), con l’antropologa forense (nonché focosa amante) Miranda Venegoni, indiscussa mente del Lobonof, sigla misteriosa che “malnasconde” il Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forenze dell’università degli Studi di Milano, nonché il vice commissario della Polizia di Stato Augusto Melchiorri.

Una triade imbattibile, impegnata nell’assidua ricerca dei colpevoli, e delle loro ragioni, tra corse, ville sul lago, scenari di pace interrotta, pericolosi giochi di seduzione, inimmaginabili malintesi e rituali scontri di forza tutt’altro che metaforici, per un Foderaro che sfoggia tutta la sua maestria, già portata in primo piano da “Torre di Controllo” in una nuova storia “dell’inquilino di Piazza de Angeli”.

Quando sono qui preferisco immaginare che tutto il resto del mondo non esista.
Non voglio più sapere nulla di truffe, di reati, di odio e di violenza. Ed è proprio pensando a tutto quello che è accaduto, a tutto quello che ho perso, a tutto quello che forse non ho mai avuto che, quando sono nel mio rifugio sul lago, mi sento sempre più grato a Dio per questo panorama incantevole e per questa pace sommessa, forse indolente, ma davvero apprezzabile. Solo qui per me, la vita sembra riprendere un’altra dimensione, un maggior respiro, una sua prospettiva. Tutte le nefandezze di Milano sembrano ritornare in scala 1:1 a un rapporto più reale, più circoscritto, perfino più ridotto. Come se tutto diventasse meno importante in mezzo a tanta tranquillità e a questo silenzio.

Via | giuseppefoderaro.com

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