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Walter Pedullà, E lasciatemi divertire!

Pubblicato: 26 apr 2007 da rossano astremo

La critica letteraria è morta? Quante volte abbiamo sentito negli ultimi anni questa espressione. Non ci sono più i Debenedetti e i Cecchi di una volta, questo è vero, ed è anche vero che, ad esempio, le terze pagine dei più importanti quotidiani italiani lasciano poco spazio per riflessioni critiche attorno ai libri, preferendo riempire pagine con pettegolezzi a sfondo letterario o con anticipazioni dei libri in uscita.
Al critico letterario di professione solo le briciole. Pensate a quelle rubriche presenti su alcuni settimanali nei quali si cerca di sintetizzare la bellezza di un libro in venticinque parole. Esercizi di stile sterili. Con le dovute eccezioni e con la presenza di alcuni “eretici” che nobilitano la tanto vetusta professione.
Uno di questi è certamente Walter Pedullà, critico militante e storico della letteratura tra i più lucidi ed impegnati oggi in Italia che ha da poco pubblicato E lasciatemi divertire! (Manni editori), raccolta di interventi apparsi nel corso degli anni su diversi quotidiani e riviste. Il titolo trae origine da un verso di Aldo Palazzeschi, uno degli autori più amati dallo stesso Pedullà. E l’aura di Palazzeschi, autore, tra le altre cose, di romanzi cardine del nostro Novecento, da “Il codice Perelà” alle “Sorelle materassi”, da “Il doge” a “Stefanino”, è presente in tutto il libro in questione.
Di Palazzeschi Pedullà conserva l’arma dell’ironia e, soprattutto, lo scrittore fiorentino rappresenta per il critico romano una sorta di riferimento imprescindibile per tutta la letteratura sperimentale dello scorso secolo. Palazzeschi, futurista sui generis, è stato autore del manifesto “Il Controdolore”, nel quale afferma, tra le altre cose, che “l’umorismo permette di prendere coscienza della condizione tragica e ridicola dell’uomo”. E, conseguenza di questa verità, Pedullà considera l’opera di due grandi scrittori quali Cesare Zavattini ed Achille Campanile strettamente connessa all’operare di Palazzeschi.
Nel saggio in questione Pedullà analizza l’opera di altri scrittori sperimentali, da Alberto Arbasino a Carlo Emilio Gadda, da Luigi Malerba a Stefano D’Arrigo. E Pedullà è uno dei più grandi studiosi in Italia di D’Arrigo, a lui si deve la ripubblicazione, nel 2004, del capolavoro dello scrittore siciliano, l’immenso “Horcinus Orca”, romanzo-mondo alla stesura del quale D’Arrigo ha lavorato molti anni.
Certo, scrive lo stesso Pedullà: “Rassegnatevi come Gadda al fatto che avranno sempre più successo i poeti e i giornalisti, un campione sportivo che scriva le memorie, un play boy che racconta le proprie avventure e un cameriere che sia vissuto accanto a un celebre uomo politico o artista”.
La rassegnazione, però, non si addice a Walter Pedullà, perché chiosa affermando: “Gira come sempre il villaggio globale. E come sempre, a distanza di anni, si capirà chi aveva davvero talento. La critica deve provare aindovinare, a scommettere. Scommettiamo che un giorno D’Arrigo avrà il successo che merità?”.
Ai posteri l’ardua sentenza.

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3 commenti

Commenti dei lettori

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  • rimbevcikllitotot

    28 apr 2007 - 07:27 - #1
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    vcafafanculio a tutti sti syrdonazi ikmebcilli cuhe fabnp le codfcede coccde la galin

  • rimbevcikllitotot

    28 apr 2007 - 07:28 - #2
    0 punti
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    uueueueueeeuyruyryuyryyryuryuyuyuuyuuereueyyuereereerererrerrrrrrrrrrrrrrrreeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!11111!!1111!11!1!!11!11122323232323542524>”%$”%$25″4″542$%&$”/%£%/$&$/&$7&$”"3″%$2″”2$”$!%$!7!%!%$”!/”$”($)$”&%32)£))£”£&%££)&££

  • rimbevcikllitotot

    28 apr 2007 - 19:37 - #3
    0 punti
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    cucu ruru, ruru cucu, cuccuccurucu!!!!!!!!! huisc..huiusc….sciu sciu, sciukoku, koku koku, sciu ko ku.
    farafarafarafa, parapararaparapa, farafarafarafa, laralaralarala.
    bubububu, fufufufu, friù! friù!
    ahahahahahahahahaha! ahahahahahahahahaha! ahahahahahahahahaha!
    Abi, alì, alarì. riririri! ri.

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