Maturità 2018, seconda prova liceo classico: la versione di greco tradotta

Per la seconda prova della Maturità 2018, gli studenti del liceo classico si dovranno confrontare con la versione di greco

Maturita 2018 versione greco tradotta

Manca poco all'inizio della seconda prova della Maturità 2018, che vedrà gli studenti del liceo classico confrontarsi con la versione di greco. Sono molti gli autori che potrebbero capitare sotto mano dei maturandi, ma di certo i più temuti sono i filosofi greci, spesso un vero osso duro per chi ne deve tradurre le opere.

Blogo seguirà la seconda prova proponendo la sua versione di greco tradotta, appena usciranno le tracce, eseguendola in contemporanea agli studenti.

Maturità 2018 seconda prova liceo classico: versione di greco tradotta

Maturita 2018 seconda prova traccia greco Aristotele

VERSIONE TRADOTTA - Dopo queste cose, dovrà far seguito una trattazione dell’amicizia, poiché essa è una virtù o è accompagnata da virtù, ed è, inoltre, radicalmente necessaria alla vita. Infatti, senza amici, nessuno sceglierebbe di vivere, anche se possedesse tutti gli altri beni; anzi si ritiene comunemente che siano proprio i ricchi e i detentori di cariche e di poteri ad avere il più grande bisogno di amici: infatti, quale utilità avrebbe una simile prosperità, se fosse tolta quella possibilità di beneficare che si esercita soprattutto, e con molta lode, nei riguardi degli amici? Ovvero, come potrebbe essere salvaguardata e conservata senza amici? Quanto più è grande, infatti, tanto più è esposta al rischio. E nella povertà e nelle altre disgrazie gli uomini pensano che l’unico rifugio siano gli amici. Essa poi aiuta i giovani a non commettere errori, i vecchi a trovare assistenza e ciò che alla loro capacità d’azione viene a mancare a causa della debolezza, ed infine, coloro che sono nel fiore dell’età a compiere le azioni moralmente belle: “Due che marciano insieme, infatti, hanno una capacità maggiore sia di pensare sia di agire. E sembra che tale atteggiamento sia insito per natura nel genitore verso la prole e nella prole verso il genitore, non solo negli uomini, ma anche negli uccelli e nella maggior parte degli animali, negli individui appartenenti alla stessa specie fra di loro, e soprattutto negli uomini, ragion per cui noi lodiamo coloro che amano gli altri esseri umani. E si può osservare anche nei viaggi come ogni uomo senta affinità ed amicizia per l’uomo. Sembra, poi, che sia l’amicizia a tenere insieme le città, ed i legislatori si preoccupano più di lei che della giustizia: infatti, la concordia sembra essere qualcosa di simile all’amicizia; ed è questa che essi hanno soprattutto di mira, ed è la discordia, in quanto è una specie di inimicizia, che essi cercano soprattutto di scacciare. Quando si è amici, non c’è alcun bisogno di giustizia, mentre, quando si è giusti, c’è ancora bisogno di amicizia ed il più alto livello della giustizia si ritiene che consista in un atteggiamento di amicizia. E non solo è una cosa necessaria, ma è anche una cosa bella: infatti, noi lodiamo coloro che amano gli amici, anzi si ritiene che l’avere molti amici sia qualcosa di bello; ed inoltre, si pensa che sono gli stessi uomini che sono buoni ed amici.

Maturità 2018: Aristotele e l'Etica Nicomachea

L'Etica Nicomachea è una delle opere più complete del filosofo greco Aristotele, probabilmente dedicata al figlio Nicomaco e si compone di dieci libri. Il primo di questi è quello dedicato al concetto di morale, il sommo bene, intrecciato a doppio filo con la politica. Nel secondo libro Aristotele elenca le virtù etiche, che l'uomo non possiede per natura, fra cui giustizia, coraggio e generosità. Queste virtù verranno riprese più nel dettaglio nel quarto libro, con il quinto che si concentra in particolar modo sulla giustizia.

Nel libro terzo, il filosofo di Stagira si occupa della definizione di atto pratico, mentre nel sesto espone le cosiddette virtù dianoetiche, quelle fondate sul pensiero e per estensione sull'anima razionale: Scienza,
Arte, Saggezza, Intelligenza e la più importante, la Sapienza.

Nel settimo libro Aristotele parla di temperanza e intemperanza, mentre l'ottavo e il nono sono dedicati all'Amicizia, considerata una cosa non solo necessaria, perché "nessuno vorrebbe vivere senza amici", ma anche uno dei sentimenti più belli. Chiude l'Etica Nicomachea il decimo libro, dove il filosofo affronta il legame fra felicità e virtù.

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 2 voti.  

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO