Maturità 2018, traccia socio-economica: la creatività, tema svolto

Creatività

La prima prova dell'esame di Maturità 2018 è iniziata oggi e una delle tracce della tipologia B, ossia saggio breve o articolo di giornale, è quella di tipo socio-economico. Il Miur ha aperto il plico e l'argomento scelto per questa tipologia è la creatività come risultato di una formula complessa, frutto del talento e del caso.

Di seguito la traccia e lo svolgimento del tema.


Maturità 2018, prima prova: saggio breve socio-economico sulla creatività. La traccia


La "creatività" è la straordinaria dote - squisitamente umana - di immaginare; risultato di una formula complessa, frutto del talento e del caso.

DOCUMENTI

"Nell'ottocento, quando Karl Marx scriveva Il Capitale, il valore aggiunto della produzione industriale nelle economie occidentali proveniva principalmente dal capitale fisico, composto da macchinari e infrastrutture. Le imprese che avevano più macchinari erano quelle più produttive. La forza operaia era omogenea e numerosa e il fattore economico più prezioso era appunto il capitale fisico. [...] In anni recenti, la competizione si è spostata a favore del capitale umano [...] Il fattore economico più prezioso non è il capitale fisico, o qualche materia prima, ma la creatività. [...] Come mai in passato, la creazione di valore economico dipende dal capitale umano e dal talento. Il rendimento economico dell'innovazione non è mai stato tanto alto e il compenso ottenuto da chi la genera è anch'esso lievitato. [...]

Nei prossimi decenni queste dinamiche si rafforzeranno negli Stati Uniti e si diffonderanno negli altri Paesi occidentali. La competizione globale sarà incentrata sulle capacità di attrarre capitale umano e imprese innovative. Il numero e la forza dei distretti dell'innovazione di un Paese ne decreteranno la fortuna o il declino"

Enrico MORETTI, Il neolavoro. La creatività è il vero capitale. Le fabbriche si spostano o si svuotano. Conoscenza e talento generano reddito.
"La Lettura" - Corriere della Sera, 21 febbraio 2016, pp. 54/5

"Se si vuole essere creativi, bisogna recuperare una certa dose di noia creatrice che era propria dell'otium (1). È solo quando vi sono le condizioni e il tempo di riflettere, recuperando il taedium vitae (2) - che per Seneca era l'opportunità di "frequentare se stessi" (secum morari) (3) - che possono rivelarsi intuizioni preziose, soluzioni impreviste. Così il cervello ha l'opportunità di "creare". Verbo affascinante, che apre spiragli straordinari, connessi alla capacità umana di immaginare; verbo tanto inquietante da essere censurato in certe comunità, poiché di pertinenza esclusiva del divino. Eppure squisitamente umano: saper creare è una qualità che appartiene a tutti e può rivelarsi in relazione alle capacità individuali e all'occasionalità".

(1) Inazione, riposo dall'attività e dagli affari. Libero e piacevole uso delle proprie forze, soprattutto spirituali.
(2) Atteggiamento spirituale di sconforto nei confronti della vita.
(3) Dimorare con se stessi, avere il coraggio di intrattenersi con i propri pensieri.

Carlo BORDONI, La noia creatrice, "La Lettura" - Corriere della Sera, 1 ottobre 2017, pp. 6/7

Maturità 2018, prima prova: saggio breve socio-economico sulla creatività. La traccia svolta


La creatività è un concetto davvero vasto e complesso e spesso, almeno nell'accezione più comune, viene associata all'arte o più in generale alle attività considerate artistiche, come possono essere un libro o un racconto, ma anche un dipinto, un brano musicale, un'installazione artistica, una poesia e chi più ne ha più ne metta.

A volte ci si dimentica, invece, di come la creatività sia alla base di quasi tutto ciò che l'essere umano fa, al di là delle finalità artistiche o meno di ciascuna azione. È chiaro, l'atto creativo, lo sosteneva anche il padre della psicanalisi Sigmund Freud, trova la propria massima espressione nell'opera d'arte, ma quanto cose facciamo ogni giorno che richiedono anche soltanto un briciolo di creatività?

Lo stesso Freud parlava di atto creativo come il risultato di un processo di mediazione fra richieste e vincoli della realtà esterna e esigenze e desideri interni, mentre lo psichiatra e antropologo Carl Gustav Jung riteneva la creatività come una delle massime funzioni sintetiche della psiche mediante la quale è possibile sfruttare tutte le facoltà della mente (intuizione, intelletto, sentimento e percezione) e integrare le energie e le forze opposte che la animano per condurla verso l’individuazione e la realizzazione del sé.

Usiamo quotidianamente intuizione, intelletto, sentimento e percezione quando prendiamo decisioni o compiamo azioni. Nel lavoro, ad esempio, quando riusciamo a raggiungere un obiettivo che sembrava insormontabile, o in famiglia quando riusciamo a bilanciare una serie di attività e prenderci cura delle persone a cui teniamo, ma anche nel nostro tempo libero, quando ci dedichiamo a noi stessi e portiamo avanti attività che ci fanno stare bene. Certo, non creiamo opere d'arte, ma sfruttiamo la nostra creatività o i nostri talenti.

La creatività, come sosteneva Seneca, arriva proprio dal tempo che riusciamo a concederci per noi stessi. Questo ci permette di arrivare a intuizioni preziose e soluzioni impreviste. Che poi è proprio ciò che si intende per capitale umano: l'insieme di conoscenze, competenze, abilità, emozioni, acquisite durante la vita da un individuo e finalizzate al raggiungimento di obiettivi sociali ed economici, singoli o collettivi.

Siamo tutti creativi. In quanto esseri umani con un bagaglio di esperienze in diversi settori, utilizziamo tutti la nostra creatività per gli scopi più disparati. Anche il semplice fatto di avere un'opinione è il risultato di un ragionamento fatto sulla base delle nostre emozioni, delle nostre esperienze e nelle nostra conoscenze.

Non è necessario raggiungere un obiettivo che aiuti la collettività per ritenersi una persona creativa, non tutti siamo in grado di scoprire la cura ad una malattia o di risolvere il problema della povertà o realizzare un'opera d'arte in senso stretto, ma nel nostro piccolo siamo in grado di migliorare la nostra vita proprio grazie alla creatività.

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