“Confini” come limite da valicare, come soglia del confronto, come punto nodale per mettere in relazione i temi più alti del pensiero filosofico con il senso comune. Questo il tema (stesso tema scelto dalla Fiera del Libro di Torino) della seconda edizione del Festival della Filosofia di Roma che, dal 9 al 13 maggio, trasformerà l’Auditorium Parco della Musica in una moderna agorà dove discutere e confrontarsi.
Confini, dunque, come luogo dell’emancipazione del pensiero critico su temi che spaziano dall’ambito civile a quello politico, giocati tutti sulla dialettica tra laicismo e cristianità, fil rouge e contenitore di tutti i confronti che saranno messi in campo.
”Tanti cardinali, vescovi e biblisti italiani hanno rifiutato il nostro invito a prendere parte al dibattito sul macro tema laicismo-cristianità. I principi della Chiesa hanno detto di no al nostro festival preferendo altre manifestazioni con lezioni magistrali, molto più semplici perché senza il contraddittorio - ha sottolineato in modo polemico Paolo Flores D’arcais, direttore della rivista Micromega e co-curatore della rassegna - alcuni dei confronti su laicità e religione sono concentrati nella giornata di sabato 12 maggio, in concomitanza con la manifestazione organizzata dalla Chiesa cattolica italiana. La nostra sarà una giornata molto laica”.
Confini come confronti, come strumento da affiancare alle lezioni magistrali affidate a intellettuali, filosofi e scrittori d’eccezione, ma anche tavole rotonde, lezioni di yoga, proiezioni e lezioni di cinema, arte, performance musicali e teatrali affidate agli studenti di quaranta scuole. Tutto con uno sguardo fisso alla riflessione filosofica, la disciplina che, contrariamente al senso comune, è tra quelle maggiormente attente e attigue alla realtà, a una visione pragmatica oltre che speculativa del nostro vivere, che permette spunti critici e sguardi inediti su processi sociali come sulla realtà di tutti i giorni.
In programma, diciotto tavole rotonde e sette lectio magistralis; due “Quodlibeta”, ovvero confronti a due; sei incontri sul tema dei “pensatori di confine” e quattro incontri sulle ‘voci di confine’; cinque caffè filosofici per dare voce ad alcuni tra i più interessanti pensatori di oggi come Marc Augè e i suoi “non luoghi”, il regista Marco Bellocchio, lo scrittore Andrea Camilleri, Enrico Ghezzi, Umberto Galimberti, Eugenio Scalfari, Luciano Canfora, Carlo Freccero, Gianni Vattimo e molti altri ancora.
leodeirossi
20 apr 2007 - 16:32 - #1confini per determinare chi siamo.
per recuperare una nuova identità sociale, in alternativa all’individualismo esasperato della nostra epoca.
confini senza barriere, perché un’identità forte non ne ha bisogno.
confini che possono spostarsi sempre oltre, perché l’infinito è il nostro limite ultimo.
uscire dai confini ottusi di questo tempo, per segnare spazi nuovi dove essere finalmente, di nuovo, umani.
leonardo dei rossi
scrittore e filosofo.
www.leodeirossi.splinder.com
AndreaR
22 apr 2007 - 10:03 - #2Ho guardato il programma del festival: c’e’ tutta una parte della ricerca filosofica dedicata ai confini che e’ stata completamente dimenticata. Ancora una volta, un evento organizzato guardandosi l’ombelico.