Le poesie di Alda Merini più emozionanti da leggere

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È nata in primavera e morta in novembre, e già questo dice molto su Alda Merini, poetessa e scrittrice milanese, che ha fatto delle sue profonde esperienze di vita i versi con cui ha riempito pagine e pagine di libri di poesie.

Affetta da disturbo bipolare, Alda Merini ha attraversato molti anni della sua vita negli ospedali psichiatrici d'Italia; la malattia, il manicomio sono temi che si ritrovano spesso nei suoi componimenti, perchè momenti che hanno  segnato profondamente la sua vita, personale e professionale.

Il suo stile sincero e spontaneo l'hanno resa una poetessa amata da molti; la sua bibliografia è vasta ed eterogenea, fatta di raccolte di poesie, ma anche di autobiografie e scritti teatrali. Sono le poesie, però, le opere più belle e intense che Alda ci ha lasciato. Ve ne abbiamo selezionate alcune, eccole.

Ieri ho sofferto il dolore


Ieri ho sofferto il dolore,


non sapevo che avesse una faccia sanguigna,


le labbra di metallo dure,


una mancanza netta d’orizzonti.


Il dolore è senza domani,


è un muso di cavallo che blocca


i garretti possenti,


ma ieri sono caduta in basso,


le mie labbra si sono chiuse


e lo spavento è entrato nel mio petto


con un sibilo fondo


e le fontane hanno cessato di fiorire,


la loro tenera acqua


era soltanto un mare di dolore


in cui naufragavo dormendo,


ma anche allora avevo paura


degli angeli eterni.


Ma se sono così dolci e costanti,


perché l’immobilità mi fa terrore?


.


Non ho bisogno di denaro


 Non ho bisogno di denaro,


Ho bisogno di sentimenti.


Di parole, di parole scelte sapientemente,


di fiori, detti pensieri,


di rose, dette presenze,


di sogni, che abitino gli alberi,


di canzoni che faccian danzar le statue,


di stelle che mormorino all’orecchio degli amanti…


Ho bisogno di poesia,


questa magia che brucia le pesantezza delle parole,


che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.


.


E poi fate l’amore


E poi fate l’amore.


Niente sesso, solo amore.


E con questo intendo i baci lenti sulla bocca,


sul collo, sulla pancia, sulla schiena,


i morsi sulle labbra, le mani intrecciate,


e occhi dentro occhi.


Intendo abbracci talmente stretti


da diventare una cosa sola,


corpi incastrati e anime in collisione,


carezze sui graffi, vestiti tolti insieme alle paure,


baci sulle debolezze,


sui segni di una vita


che fino a quel momento era stata un po’ sbagliata.


Intendo dita sui corpi, creare costellazioni,


inalare profumi, cuori che battono insieme,


respiri che viaggiano allo stesso ritmo,


e poi sorrisi,


sinceri dopo un po’ che non lo erano più.


Ecco, fate l’amore e non vergognatevene,


perché l’amore è arte, e voi i capolavori.


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Credits | Wikipedia

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