La poetica di Ugo Foscolo e i temi ricorrenti nelle sue opere

Di cosa parla Ugo Foscolo nelle sue opere? Quali sono i temi ricorrenti e la sua poetica?

Ugo Foscolo

Ugo Foscolo è stato un poeta, scrittore e traduttore, uno dei massimi esponenti del Neoclassicismo e del Preromanticismo. Nato con il nome di Niccolò Foscolo a Zante il 6 febbraio 1778, Ugo Foscolo è morto a Turnham Green il 10 settembre 1827, anche se le sue ceneri riposano proprio nella Basilica di Santa Croce a Firenze, da lui descritta nei Sepolcri. La sua fu una vita piena di fughe e viaggi a causa di vicissitudini politiche, per tutto il tempo si sentì sempre un esule ovunque. Fortemente legato alla politica, Ugo Foscolo non credeva nella religione e non riuscì mai a trovare la felicità amando una donna, per cui ebbe un animo sempre tormentato e lacerato.

Fu anche affascinato dall'Ellade, con le sue virtù e armonia che contribuirono a smorzare il suo razionalismo e titanismo, contribuendo a creare una serie di immagini di stampo Neoclassico. Inoltre Ugo Foscolo aderì anche alla Massoneria.

Ugo Foscolo: poetica e temi delle opere

Dal punto di vista della sua poetica e delle sue opere, bisogna partire dal fatto che Ugo Foscolo aderì alle teorie illuministiche del materialismo e del meccanicismo spiegate da Thomas Hobbes, Paul Henri Thiry d'Holbach, Dideroted Helvétius e al sensismo di Condillac. Se da un certo punto di vista queste teorie creavano nella mente del poeta un quadro sereno in quanto capaci di allontanare le superstizioni, da un'altra ottica crearono in lui una sorta di angoscia relativa al "nulla eterno" del dopo la morte. Non essendo religioso, tali teorie per lui significavano che dopo la morte lo attendeva una sorta di oblio eterno.

Non dimentichiamo, infatti, che Ugo Foscolo era ateo (anche se non areligioso) e razionalista. Tutto ciò comporta un certo grado di pessimismo e di ansia relativa all'eternità che donano alle sue opere un forte tono drammatico.

Altre fonti di ispirazioni di Ugo Foscolo furono Giuseppe Parini e Vittorio Alfieri. Cercando di rimanere fedele al suo razionalismo, Ugo Foscolo sentì comunque la necessità di avere alcuni valori spirituali ed ecco che creò una sua religione delle illusioni, una sorta di fede personale. Ecco dunque che nelle sue opere cercò di celebrare temi e valori che fanno parte intrinsecamente dell'uomo e che non possono essere estirpati:

  • la patria (intesa sia come l'Italia che come Zante)
  • l'amore
  • la poesia
  • la libertà
  • la bellezza
  • l'arte
  • il piacere della vita


  • le imprese nobili

Questa sua filosofia trova una sua espressione simbolica nel Sepolcro che assume di volta in volta il significato di legame affettivo, civiltà, esempio per i compatrioti, eternità, monumento inutile per chi è morto, ma utile strumento per i vivi. E questo soprattutto quando ci si trova davanti ai sepolcri e alle tombe di personaggi celebri. La morte non sarà certo meno vuota e l'addio alla vita meno doloroso anche se trascorsa in un sepolcro all'ombra dei cipressi, ma almeno le illusioni potranno addolcire il tutto.

Per quanto riguarda il Neoclassicismo, ecco che in Ugo Foscolo troviamo spesso riferimenti alla mitologia, considerando gli dei come eroi e persone famose diventati immortali grazie ai poeti e alla comunità. Per Foscolo la Grecia è origine e rifugio pieno di serenità, si parla di mito dell'Ellade, un mondo che di distanzia dalla sua realtà fatta di guerre, ma senza dimenticare mai tale realtà. Tutto ciò nella sua poetica si traduce nel frequente utilizzo degli endecasillabi.

Il Neoclassicismo di Foscolo non ha nulla della stilizzazione decorativa o archeologica, è molto più spirituale. L'influenza di Alfieri si sente anche in questo: l'arte ha anche funzione civile. Da Giambattista Vico, poi, oltre alle teoria di Evemero riguardante l'origine degli dei classici, Foscolo prende anche l'idea che gli uomini primitivi sono diventati civili grazie alla religione, ai matrimoni e alla sepoltura.

A causa poi delle guerre e delle tragedie dei suoi tempi, ecco che Foscolo perde fiducia nel progresso e nell'intera umanità (valori tipici degli Illuministi), ma pensa che il mondo sia regredito ad una sorta di "foresta delle belve", richiamando così Machiavelli e Hobbes. Il che causa a Foscolo ancora più dolore: da una parte ha degli ideali umanitari, ma dall'altra si rende conto che il cambiamento necessario richiederebbe una rivoluzione che porterebbe ad ulteriore guerra e violenza.

Foto | 127226743@N02

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