Premio Nobel per la letteratura 2017 a Kazuo Ishiguro

Lo scrittore giapponese naturalizzato britannico si è aggiudicato il Premio Nobel 2017 per la letteratura

LONDON, ENGLAND - MARCH 02:  Kazuo Ishiguro meets fans and signs copies of his new novel 'The Buried Giant' at Waterstone's, Piccadilly on March 2, 2015 in London, England.  (Photo by Ian Gavan/Getty Images)

Ci eravamo lasciati un anno fa con le diatribe da Bar Sport sull’assegnazione del Nobel a Bob Dylan e quest’anno il maggiore riconoscimento letterario mondiale ha premiato uno scrittore di incontestabile talento: Kazuo Ishiguro.

Contrariamente ai pronostici che vedevano in pole altri scrittori, fra cui il suo connazionale Haruki Murakami, il 62enne scrittore di Nagasaki ha sbaragliato il campo del Premio Nobel per la letteratura grazie al talento nel rivelare “l’abisso al di sotto del nostro senso illusorio di connessione col mondo” e a un romanzo di “grande forza emotiva”.

Dopo l’annuncio del premio, la segretaria Sara Danius ha sottolineato come la letteratura di Ishiguro sia l’incontro della narrativa di Jane Austen e Franz Kafka, con un “innesto” supplementare di Marcel Proust.



Francamente non saprei se avallare questa definizione, ma se c’è una cosa che ho imparato leggendo i suoi libri è che Ishiguro ha saputo ibridare alla perfezione la compostezza nipponica con le atmosfere e i topoi del canone occidentale.

Romanzi come Un artista del mondo fluttuante e Quel che resta del giorno sono profondamente novecenteschi, sicuramente più legati agli stereotipi degli inetti dell’inizio del secolo scorso che non ai disorientati personaggi del romanzo post moderno.

Con o senza Nobel, Ishiguro è già da tempo un classico. Nato a Nagasaki l’8 novembre 1954, ma trasferitosi con la famiglia nel Regno Unito all’età di sei anni, Kazuo Ishiguro è il terzo autore di lingua inglese a vincere il Nobel negli ultimi cinque anni (Dylan nel 2016 e Munro nel 2013). Anche questo è un dato estremamente interessante visto che nelle settimane precedenti l’assegnazione spuntano sempre nomi di autori africani e asiatici, ma quando si arriva al dunque il premio va spesso ad autori più appetibili per il mercato internazionale.



Ma ripetiamo: se c’è un autore di lingua inglese che stramerita il Nobel questo è proprio Ishiguro. Dalla sua posizione privilegiata di ponte fra due mondi, l’autore pubblicato in Italia da Einaudi ci racconta la sua terra di origine oppure l’Inghilterra alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale con personaggi le cui volontà e pulsioni sono spesso subordinate al senso del dovere e alle responsabilità del ruolo.

Reso famoso da Quel che resta del giorno (1989), portato sul grande schermo da James Ivory nel 1993, Ishiguro ha scritto il suo capolavoro Un artista del mondo fluttuante nel 1986.

Questi e gli altri suoi cinque romanzi sono stati pubblicati in Italia da Einaudi: Un pallido orizzonte di colline (1982), Gli inconsolabili (1995), Quando eravamo orfani (2000), Non lasciarmi (2005) e Il gigante sepolto (2015).

Intervistato da BBC Ishiguro ha dichiarato come il Nobel rappresenti

“un magnifico onore, soprattutto perché significa che sto seguendo le orme dei più grandi scrittori di sempre. Il mondo sta attraversando un momento difficile e spero che tutti i premi Nobel siano una forza in qualche modo positiva per il tempo di adesso. Sarei profondamente commosso nel contribuire in qualche modo a un’atmosfera positiva, in tempi così incerti”.

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