“La donna che pensava di essere triste”, il mondo “diversamente credibile” di Marita Bartolazzi

Un altro passo importante nell’interessante proposta editoriale della casa editrice Exòrma

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Exòrma è una delle case editrici più attente a intercettare i nuovi talenti della narrativa italiana. Due fra i romanzi italiani più interessanti degli ultimi anni sono stati pubblicati da questa casa editrice romana, Neve, cane, piede di Claudio Morandini e La strage dei congiuntivi di Massimo Roscia.

Qualche giorno fa è uscito in libreria La donna che pensava di essere triste di Marita Bartolozzi, un romanzo che sembra dare continuità a questa politica di ricerca e al gusto di questa casa editrice per il surreale e l’onirico.

In una città senza tempo e senza nome, la donna che pensava di essere triste cerca chi possa cucirle la coperta di tristezza di cui ha bisogno. Una piccola folla di personaggi, non si sa se reali o immaginari, si rivela più prodiga di consigli che di aiuto: animali parlanti, sarti collezionisti, figli che abitano in un trafficato supermercato dei sogni, un monumento di bronzo annoiato e girovago.

In aggiunta a tutto questo le giornate si popolano di presenze che sembrano avere le sembianze della protagonista. Parti di lei che si sono staccate in un tempo dimenticato continuando a vivere da sole, per conto loro, scelgono quel preciso momento per riapparire. Anche le notti sono ricche di avvenimenti: sogni, visioni, incontri si susseguono. Il racconto si snoda pienamente nella realtà e allo stesso tempo in una leggera, impercettibile, perfetta sfasatura.

Un libro che è in realtà un accesso a un mondo “diversamente credibile”, come sempre ha fatto la letteratura: uno dei tanti mondi che affiancano le nostre giornate affannate e distratte. Un racconto-labirinto scritto in una lingua all’apparenza pacata, talvolta teneramente comica e malinconica, un’indagine che svela i retroscena nella vita di una donna volutamente qualsiasi e ci rammenta che dove crediamo di percepire qualcosa, spesso stiamo solo ricordando.

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