Lawrence Wright racconta “Gli anni del terrore”

Il terrorismo islamico raccontato da uno dei più grandi reporter statunitensi

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Per molti anni, la guerra al terrorismo islamico è stata la caccia a un fantasma che aveva il volto e il nome di Osama bin Laden. Poi un giorno, all'improvviso, quel fantasma è stato ucciso, e il suo corpo scaraventato nell'Oceano Indiano. Ma mentre dagli abissi quel volto e quel nome continuavano a perseguitarci, nelle nostre città, nelle nostre strade, i fantasmi sono diventati legioni: colpiscono e, che vengano o no identificati, subito tornano nel nulla da cui sono emersi. Pochissimi li hanno incontrati da vicino, e in ogni caso nessuno sembra conoscerli come Lawrence Wright.

Durante le ricerche che lo hanno portato a scrivere quella che a tutt'oggi rimane la ricostruzione più accurata della nascita di al-Qaeda, Le altissime torri, Wright ha messo insieme i dieci ampi reportage che compongono questo libro. Sono dieci indagini su storie e personaggi – i piani a lungo termine di al- Qaeda, i metodi con cui due agenti dell'FBI tentano di ostacolarli, le prime esecuzioni in diretta web dell'ISIS – che, semplicemente, nessuno avrebbe saputo raccontare meglio di Wright. Ma sono altrettante dimostrazioni di come la mente del reporter investigativo, a differenza di molte altre, cerchi i sintomi di una malattia dove meno si penserebbe di trovarli.

Ad esempio, come Wright in Gli anni del terrore, in una cronaca dall'interno della Hollywood siriana, tenacemente impegnata a fabbricare sogni a poche settimane dall'inizio di un incubo – la guerra civile senza fine che ancora si sta combattendo.

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