Robin Good, il nuovo libro "Da Brand a Friend": intervista esclusiva allo scrittore

Abbiamo intervistato Robin Good in merito al suo nuovo libro "Da Brand a Friend".

Robin Good

Robin Good, il pioniere italiano del web, ha pubblicato per ROI Edizioni un nuovo interessantissimo libro, dal titolo "Da Brand a Friend", un progetto che vuole essere un punto di riferimento per le piccole aziende e gli imprenditori che vogliono farsi conoscere online per fare business, puntando su etica e professionalità per poter sfruttare tutte le potenzialità della rete.

Il libro di Robin Good va oltre il classico concetto di marketing tradizionale al quale siamo abituati: la rete offre nuove opportunità a chi sa coglierle e a chi sa come gestire le risorse messe a disposizione da internet. L'autore sottolinea che la strategia migliore a lungo termine è quella di creare relazioni di valore con i clienti, per potersi posizionare in maniera visibile e per aumentare la propria credibilità e autorevolezza online.

Il libro propone la Formula di Sharewood, che si compone di 5 passi fondamentali per fare un business online vincente.

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Abbiamo intervistato Robin Good per voi: ecco cosa ci ha raccontato!

1) Quali sono le strategie sui social che alla lunga non pagano?

Le strategie che sui social alla lunga non pagano, sono quelle che si preoccupano per prima cosa di far crescere i numeri delle statistiche, a discapito del creare delle vere relazioni, one-to-one, con i propri lettori, fan, potenziali clienti.

In altre parole: paga meno puntare fortemente sulle vendite e sulle offerte, e paga di più e più a lungo nel tempo il condividere contenuti e risorse utili attraverso le quali farsi apprezzare e stringere nuove relazioni.

Paga meno il pubblicare contenuti senza fornire un punto di vista, un’opinione chiara,
e puntando più sulla quantità che sulla qualità e sull’autenticità.

Paga meno il non mettere un volto, un nome e cognome e una firma che accompagnano i contenuti sui social.

Paga meno il puntare i riflettori sempre su stessi e sui propri prodotti, a meno che non siano i propri clienti, lettori e fan.

2) Quali sono, invece, le strategie migliori che una piccola impresa può utilizzare accanto a quelle di marketing tradizionale?

Grazie ad Internet, le piccole imprese hanno a disposizione almeno quattro strategie chiave per poter caratterizzare il proprio business:


  1. Puntare a diventare visibili attraverso il fuoco su una nicchia di mercato specifica caratterizzata da un’esigenza e un pubblico specifici.

  2. Conquistare da subito la fiducia del proprio pubblico, creando contenuti di vero valore, di immediata utilità e in grado di raccogliere e offrire informazioni e risorse non facilmente reperibili altrove.

  3. Coltivare una comunità di fan appassionati, attraverso la condivisione e lo scambio sui social.

  4. Ascoltare con attenzione le richieste e le necessità del proprio pubblico, per poter capire esattamente che prodotti / servizi realizzare o come migliorare e innovare quelli esistenti.


3) Cosa vuol dire crearsi un brand online?

Il brand, o come lo chiamiamo in Italia, il marchio, non è nient’altro che il carattere e l’immagine che un’azienda riesce a trasmettere di se stessa.

Creare un brand online significa crearsi una facciata, un simulacro di ciò che si vuol apparire agli occhi del pubblico. Crearsi un brand è parte del vecchio modo di fare marketing, legato alla comunicazione attraverso i mass media. In questo mondo, l’azienda comunica trasmettendo a senso unico i suoi messaggi attraverso la pubblicità, interrompendo e distraendo, urlando e bombardando il potenziale pubblico con i suoi messaggi. L’azienda cerca quindi di creare un’immagine di se stessa attraente e appetibile per il suo pubblico attraverso la continua trasmissione di messaggi che ne definiscano l’immagine agli occhi del pubblico.

Con l’avvento di Internet, questa strategia di marketing, resa possibile dai mezzi di comunicazione di massa, non è più attuabile. Le persone, quelle che in passato erano chiamate “il pubblico”, si parlano. Dialogano fra loro. E così fanno i collaboratori e i dipendenti di ogni azienda, con i fornitori, e con gli stessi clienti. Proiettare quindi un’immagine della propria azienda che non aderisce fortemente a ciò che poi l’azienda realmente è, è diventato molto difficile. Forse impossibile. Per questo motivo, nell’era di Internet, il “branding”, inteso così come si faceva fino a oggi, non ha più molto senso.

La gente non cerca facciate, apparenze, promesse che rischiano di non essere mantenute. Cerca esattamente il contrario. Aziende con persone che ci mettono la faccia, che sono raggiungibili, disponibili e in grado realmente di ascoltare i loro clienti.

Crearsi un brand online oggi quindi significa investire non solo sul nome, sul logo e sui vari slogan promozionali, ma sul chiarire la propria missione, il perché si fa quello che si fa e nel far sì che i propri potenziali clienti siano in grado di percepirlo in maniera chiara e tangibile.

4) Quali sono le cose che chi gestisce i social di un'azienda non dovrebbe mai fare?

Per chi intende seguire la filosofia imprenditoriale che presento nel libro da Brand a Friend, ciò che sarebbe meglio evitare, da parte di chi gestisce i social media di un’azienda è:


  • Puntare alla crescita esasperata di numeri statistici, quali visite, numero di fan e Mi Piace, a discapito del fuoco, della caratterizzazione e dello sviluppo di vere relazioni con persone realmente interessate.

  • Investire risorse eccessive su sistemi automatizzati piuttosto che sulla crescita di uno staff realmente appassionato e capace di relazionarsi con il proprio pubblico.

  • Sottovalutare l’importanza della costanza nel pubblicare in maniera ben assortita contenuti e messaggi rilevanti per il proprio pubblico.


5) Ha degli esempi concreti di brand da lodare da questo punto di vista ed epic fail storici?

Ecco quattro esempi concreti e di successo di come questo approccio possa portare a ottimi risultati:


  1. SuonarelaBatteria.it


○       Nicchia: chi desidera apprendere come suonare la batteria


○       Canali: Sito web + Pagina FB / Canale YouTube


○       Attivo dal 2017.


○       Ha una comunità molto attiva e appassionata.


○       Monetizza attraverso guide/ebook e video corsi. Non utilizza la pubblicità.


  1. Farmacia DiNardo Labrozzi - San Salvo (CH)


○       Nicchia: il farmacista come amico e consigliere


○       Canali: Pagina Facebook / Canale YouTube


○       Attiva dal 2016 (esiste dal 2014)


○       Prima Farmacia in Italia su Facebook in termini di crescita, fan e interazione.


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Fonte: FanpageKarma


  1. NomadiDigitali.it


○       Nicchia: quelli che girano il mondo viaggiando lavorando su Internet


○       Canali: Sito web + Pagina FB


○       Attivo dal 2012


○       Monetizza attraverso vendite affiliate. Non utilizza la pubblicità.


  1. VivereaMalta.com


○       Nicchia: quelli che vogliono trasferirsi a vivere a Malta


○       Canali: Sito web + Pagina FB + Gruppo FB


○       Attivo dal 2014


○       Monetizza attraverso partnernship e commissioni affiliate
Non utilizza la pubblicità.


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