Come far sopravvivere la critica oggi?

Con “Elogio della critica” A.O. Scott insegna a comprendere l’arte, riconoscere la bellezza e sopravvivere al mondo contemporaneo

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Il mondo è il labirinto degli specchi di un enorme luna park, uno spazio in cui è quasi impossibile orientarsi. Siamo accecati dagli schermi degli smartphone, impigliati nella rete, schiavi dei social network, bombardati di luci e parole, colori e suoni dalle fonti più disparate: cinema e pubblicità, serie televisive e videogiochi, e ancora moda, informazione, musica e romanzi. In quest’epoca di perenne sollecitazione, viviamo circondati da una sovrabbondante offerta di esperienze che è insieme eccitante e spaventosa: che cosa dovremmo leggere, guardare, ascoltare, idolatrare e infine acquistare? Che cos’è il bello? Che cosa vogliamo davvero? Cosa desideriamo?

La sola risposta a questa paralisi per eccesso di stimoli è la critica: non solo come specialità giornalistica o accademica, ma anche come attitudine che ognuno dovrebbe coltivare. Esercitare la critica ha la stessa importanza di ridere, piangere o sognare.

Con Elogio della critica, in uscita per Il Saggiatore, A.O. Scott – forte dalla sua esperienza di critico cinematografico per il New York Times – compone un trattato penetrante su come il pensiero critico dia forma tanto alla creazione artistica quanto all’azione civile o ai rapporti interpersonali. Riflette con humour tagliente, sostenuto da esempi e aneddoti; riafferma l’imperativo poetico di Rainer Maria Rilke «Devi cambiare la tua vita»; osserva pensoso le code per assistere alle performance di Marina Abramovich; ricorda il tragico destino critico di Keats e Melville; affronta le furibonde reazioni di chi, come Samuel L. Jackson, si ribella alle sue recensioni. Elogio della critica, sfiorando il memoir e il piccolo trattato filosofico, diventa una guida per sopravvivere al nostro tempo: una celebrazione dell’arte e dell’immaginazione che riflette sul nostro istinto a coltivare il piacere, un manifesto contro la pigrizia e la stupidità e una cartografia per farsi largo tra i dubbi che riguardano la nostra esperienza.

Perché criticare significa ascoltare il messaggio di bellezza e libertà che giunge dall’arte, e tentare di farlo proprio nella vita di tutti i giorni.

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