Ho scoperto l’esistenza del “book sniffing“, ovvero dell’arte di alcuni ricercatori dell’Università di Cambridge di “odorare i libri” che stanno invecchiando.
Si tratta di una tecnica per prevenire il deterioramento dei volumi antichi contenuti nella preziosa biblioteca universitaria, infatti nel momento in cui iniziano a decomporsi, i libri emettono un odore particolare, dovuto agli acidi volatili di decomposizione che li stanno rovinando.
Attraverso l’analisi di questi gas emessi dalla carta, i restauratori della biblioteca americana stanno tentando di salvare in tempo i libri a rischio. Prelevando campioni di aria in diverse parti della biblioteca, gli studiosi sperano di identificare le aree con un alto contenuto di acido.
Tra l’altro si provvederà anche ad un controllo incrociato delle biblioteche: gli stessi volumi ma di biblioteche diverse saranno messi a confronto per scoprire come il modo di conservazione abbia condizionato il loro stato.
I risultati di questo studio saranno pubblicati nel 2009 e se daranno certezze scientifiche il metodo sarà diffuso anche in altre parti dell’America e del mondo. E l’odore tipoco delle biblioteche cambierà per sempre.
stefano aquilino
19 apr 2007 - 09:19 - #1Ciao, il post sul vino e quello su book sniffing mi spingono a dirti che ieri sera mi sono ritrovato a sniffare le pagine di un libro. Stampato ad ottobre 2006, mi chiedevo se conservasse ancora degli odori di inchiostro e di stampa. Il libro è Vino al vino di Mario Soldati, negli Oscar Mondadori. Una vera Bibbia, secondo l’enogiornalista Franco Ziliani, che ha voluto dedicargli il suo blog. Baci. Stefano