Libri da leggere nell’estate 2017: “La mediocrazia” di Alain Deneault

Un saggio che ci spiega i meccanismi grazie ai quali i mediocri hanno preso il potere nelle imprese, nelle organizzazioni e in tutti i centri decisionali

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Com’è successo? Per quali ragioni i mediocri sono riusciti a prendere il potere nei parlamenti e nei consigli d’amministrazione, nelle università e in tutti i centri decisionali? Lo spiega il filosofo francese Alain Deneault con La mediocrazia, un saggio, edito da Neri Pozza, che non fa sconti a nessuno, tantomeno al mondo accademico dal quale Deneault proviene.

Secondo l’autore “oggi il termine ‘mediocrazia’ designa piuttosto standard professionali, protocolli di ricerca, processi di verifica e calibrature metodologiche attraverso i quali le organizzazioni dominanti si accertano di rendere intercambiabili i propri subalterni. La mediocrazia è l’ordine in funzione del quale i mestieri cedono il posto a una serie di funzioni, le pratiche a precise tecniche, la competenza all’esecuzione pura e semplice”. È la banalità del male che si tramuta in una scienza condivisa. Per Denault la principale competenza di un mediocre è “riconoscere un altro mediocre” poiché “insieme organizzeranno scambi di favori per rendere potente un clan destinato a crescere, perché i mediocri fanno presto ad attirare i loro simili. L’importante non è tanto evitare la stupidità, quanto agghindarla con i simboli e i simulacri del potere”.

Vi è mai capitato di telefonare a un call center o presentarvi a uno sportello per risolvere un problema e di venire rimbalzati verso altri operatori o uffici? Sappiate che questo è uno degli effetti di una delle strategie della mediocrazia ovvero la tensione a ridurre il lavoro a una forza come aveva già prefigurato Karl Marx nel 1849:

“riducendo il lavoro a una forza, poi a un’unità di misura astratta e infine al suo costo (il salario corrispondente a quanto è necessario affinché l’operaio rigeneri la sua forza), il capitale ha reso i lavoratori insensibili al contenuto stesso del lavoro. I mestieri progressivamente vanno perduti. Si possono preparare i pasti in una lavorazione a catena senza nemmeno essere capaci di cucinare in casa propria, esporre al telefono ai clienti alcune direttive aziendali senza saper di cosa si sta parlando, vendere libri e giornali senza neppure sfogliarli… Di conseguenza l’orgoglio del lavoro ben fatto svanisce”.

la-mediocrazia-deneault.png Avvicinandosi al pensiero di Edward Said, Denault intravvede uno dei punti deboli della nostra società nel professionismo e nella specializzazione.

Altro ambiente ideale per la proliferazione della mediocrazia è l’università che, senza alcuna remora e citando Alexandre Alfonso, l’autore descrive come regolata da meccanismi e logiche non dissimili da quelle delle reti del narcotraffico.

La mediocrazia scopre il vaso di Pandora dell’ipocrisia al potere, ci spiega come i disastri diventino un business e quale sia il lato oscuro dei concerti di beneficienza, indaga i meccanismi della corruzione e le strategie con le quali le oligarchie infettano la nostra società. Un saggio che è un antidoto contro ogni propaganda, un vaccino contro la stupidità e l’appiattimento alle logiche del “sistema”.

Foto | Youtube

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