Maturità 2017, chi è Seneca, autore scelto per la versione di latino

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E' Seneca l'autore che sarà tradotto dagli studenti dei Licei Classici d'Italia, con l'opera "Il Valore della Filosofia". Conosciamolo meglio.


Seneca: Vita e opere


Lucio Anneo Seneca, noto anche come Seneca il giovane è stato un filosofo, drammaturgo e politico romano, esponente dello stoicismo. Nella sua vita, Seneca è stato anche senatore e questore, contribuendo in maniera notevole al cambiamento della res publica, attraverso il suo impulso riformatore.

Per stoicismo si intende quella corrente filosofica e spirituale fondata intorno al 300 a.C. ad Atene da Zenone di Cizio, con un forte orientamento etico; gli stoici erano noti per le loro forti virtù di autocontrollo e distacco dalle cose terrene – fino all’atarassia, cioè all’assenza di ogni pulsione - come mezzi per raggiungere l'integrità morale e la saggezza.

Nato a Cordoba, in Spagna, Seneca visse a Roma, dove ebbe un'accurata istruzione retorica e letteraria, anche se si interessò soprattutto alla filosofia. A segnare il suo pensiero fu la frequentazione della scuola cinica dei Sesti: il maestro Quinto Sestio è per Seneca il modello di un asceta che cerca il continuo miglioramento attraverso la nuova pratica dell'esame di coscienza. Tra gli altri maestri di Seneca troviamo anche Sozione di Alessandria, Attalo e Papirio Fabiano, appartenenti rispettivamente al neopitagorismo, allo stoicismo e al cinismo. Maestri che Seneca seguì negli studi e negli stili di vita: da Attalo impara i principi dello stoicismo e l'abitudine alle pratiche ascetiche, da Sozione, apprese e seguì per qualche tempo la pratica vegetariana.

L’attività forense di Seneca e la sua abile pratica oratoria fu invisa a molti, soprattutto a Caligola che nel 39 d.C. decide per la sua morte, a causa soprattutto della sua concezione politica rispettosa delle libertà civili. Graziato, nel 41 d.C. viene mandato in esilio da Claudio, successore di Caligola, in Corsica, fino all’arrivo di Nerone nel 49 d.C. di cui diventa tutore. Seneca accompagnerà l’ascesa al trono di Nerone in quello che sarà definito come il suo “periodo di buon governo”; successivamente però il rapporto tra i due si incrina e Seneca decise di ritirarsi a vita privata, per dedicarsi ai suoi studi.

Di Seneca è celebre la sua morte stoica: condannato a morire da Nerone, che lo ritiene coinvolto – ingiustamente - nella congiura ordita contro di lui per ucciderlo, viene costretto dall’Imperatore a togliersi la vita. Seneca affrontò la morte con fermezza e serenità, provando dapprima a  tagliarsi le vene, poi con la cicuta, infine - secondo la testimonianza di Tacito – immergendosi  in una vasca di acqua calda per favorire la perdita di sangue, raggiungendo così una morte lenta e straziante, che alla fine arriva per soffocamento.

Le sue opere più famose sono: "Le Consolationes", scritte durante l’esilio, "L'Apolokuntosis" (o Ludus de Morte Claudii), "De ira", "De clementia", "De tranquillitate animi". E ancora: "De otio", "De beneficiis", "Naturales quaestiones", "Epistulae ad Lucilium", scritte dopo la rottura con Nerone.

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