Libri, sconti e teli mare

Con l’arrivo dell’estate nelle librerie di catena si scatena la battaglia delle offerte. Ma sono veri sconti?

libreria

Domenica scorsa sono capitato in una libreria di catena, luogo che frequento raramente e dal quale mi tengo opportunamente alla larga per motivazioni che potrà ben intuire chi segue Booksblog e conosce la mia predilezione per l’editoria indipendente.

Mi sono trovato di fronte a una battaglia di sconti senza precedenti. Citerò il peccato ma non il peccatore:
1) 1+1, due libri a soli 15 euro
2) –20% (due case editrici)
3) –25% (cinque case editrici)
4) 2 libri in versione economica al prezzo di 9,90 euro
5) con l'acquisto di due libri un telo mare in omaggio

“Che c’è di male?” potrebbe obiettare qualcuno: sconti del genere che abbracciano trasversalmente i libri più pop e i grandi classici non possono che essere un incentivo alla lettura e ben vengano in uno dei periodi dell’anno meno proficui per il mercato del libro.

Mi sembra evidente come questi non siano prezzi scontati, ma, molto semplicemente, i prezzi reali che dovrebbero essere proposti durante tutto l’anno.

Il che - ribaltando la questione - significa che per tutto l’anno paghiamo i libri il 20 o il 25% in più.

D’altronde basta vedere cosa accade in Francia con le edizioni tascabili Folio, davvero inarrivabili dal punto di vista dell’ampiezza del catalogo e del rapporto qualità prezzo:

La caduta di Albert Camus costa 5,90 euro (in Italia 9 euro)
Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar costa 8,20 euro (in Italia 13 euro)
Il lamento di Portnoy di Philip Roth costa 8,20 euro (in Italia 11,50 euro)

Sono titoli presi a caso in un Paese nel quale il tenore di vita è uguale se non più alto rispetto a quello italiano. Questi sono i prezzi dei libri Oltralpe e non c’è alcuna mancanza editoriale nei libri di Folio che giustifichi una così ampia differenza rispetto ai prezzi degli stessi titoli in Italia.

Gli obiettivi delle campagne nelle librerie di catena? Vendere e fatturare, ma soprattutto strangolare le librerie indipendenti che non possono permettersi questi sconti visto che il 25% è il margine di guadagno quando il libro viene consegnato dai distributori.

Strangolare le piccole librerie significa ostacolare gli editori indipendenti, renderli invisibili in uno stordente contesto di offerte e sconti insostenibili per chi ha cataloghi con poche decine di libri l’anno.

È il metodo Amazon applicato al mercato tradizionale: annichilire la bibliodiversità e creare i presupposti per una cultura egemonica fondata su ciò che fa crescere i profitti invece delle persone.

Insomma, quando comprate con lo sconto non state facendo un affare, state solamente pagando il vero prezzo di un libro che per tutto l’anno vi viene venduto sovraprezzo.

Foto | Davide Mazzocco

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