“L’invenzione di Morel”, Sur riscopre il capolavoro di Bioy Casares

Al Salone Internazionale del Libro profumava ancora di stampa eppure quella de L’invenzione di Morel di Adolfo Bioy Casares non è una novità.

Il romanzo più celebre di uno dei narratori più originali della letteratura argentina del Novecento era stato portato in Italia da Bompiani e nel 1974 Emidio ne aveva diretto una riduzione cinematografica con John Steiner nel ruolo del protagonista e Anna Karina in quello di Faustine.

bioy_linvenzionedimorel_cover.png Pubblicato nel 1940, torna per Sur in una nuova traduzione di Francesca Lazzarato, che ne ha curata anche la postfazione.

Fortemente ispirato all’Isola del dottor Moreau di H.G. Wells e ai racconti di E.A. Poe, questo romanzo visionario narra le avventure di un fuggiasco che, sbarcato su un’isola deserta per evitare la condanna all’ergastolo, scopre di non essere solo come credeva. In bilico tra il terrore di essere identificato e la frustrazione per il desiderio di essere riconosciuto, il protagonista si ritrova sospeso tra realtà e irrealtà e inizia a seguire, osservare e spiare gli altri isolani. Sarà infine il misterioso Morel a fornirgli le chiavi di lettura di un mondo allucinatorio costituito da pura forma.

Un romanzo estremamente moderno e denso, che in poche pagine cattura il lettore invogliandolo ad addentrarsi nei labirinti della trama e a decifrarne gli enigmi.

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