“Così va il mondo” secondo Noam Chomsky

Esce da Piemme il saggio scritto con David Barsamian e Arthur Naiman

Renowned Jewish-American scholar and political activist Noam Chomsky speaks during a scheduled lecture at Bir Zeit University by video conference from Jordan University in Amman after he was officially barred from entering Israel and the West Bank, on May, 18, 2010. Chomsky had been invited to speak at Bir Zeit University today near the Palestinian West Bank city of Ramallah, but was stopped from entering the West Bank at the Israeli-controlled crossing from Jordan. Chomsky, 81, is a professor of linguistics at the US Massachusetts Institute of Technology and a prominent critic of US foreign policy. He has also frequently spoken out against Israel's occupation of Palestinian territories. AFP PHOTO/KHALIL MAZRAAWI (Photo credit should read KHALIL MAZRAAWI/AFP/Getty Images)

Linguista, scienziato, filosofo e teorico della comunicazione statunitense, Noam Chomsky è considerato uno degli intellettuali più importanti del mondo. Il suo ruolo di coscienza critica dell’egemonia culturale statunitense ne ha fatto un vero e proprio punto di riferimento a livello globale.

Così va al mondo, il saggio di Piemme scritto con David Barsamian e Arthur Naiman parte da un assunto molto radicale:

“In realtà non c'è mai stato nulla che potesse lontanamente assomigliare davvero al capitalismo. La verità è che le corporation insistono per avere governi che le proteggano, e la loro stessa esistenza è un attacco ai mercati. Tutto questo parlare di capitalismo e libertà è una menzogna deliberata”.

Secondo Chomsky, senza alcuna elezione o votazione democratica, un consesso di oligarchi si è sostanzialmente autonominato Senato del mondo in base al censo e alla classe sociale. Il ruolo del popolo è più o meno di ratificare, attraverso quello che si è ridotto a un rito formale - le elezioni -, decisioni già prese e comunque separate dalle politiche economiche, che si muovono su binari diversi dalla politica vera e propria.

chomsky.pngNoam Chomsky è un acuto conoscitore delle dinamiche del potere, e un infallibile premonitore dei mali che affliggono le società occidentali. Quasi trent'anni fa aveva predetto il disastro della speculazione finanziaria, che negli anni ha sostituito l'economia di investimento, e il progressivo sgretolamento delle democrazie da parte delle ricche élite che più di tutto odiano essere intralciate da istanze sociali.

Le pagine di Così va il mondo rappresentano una sorta di "viaggio illuminante" nella società, nei media e nelle stanze del potere di un sistema che rischia di trovare la sua prima ragion d'essere nel metodo di spartizione del bottino fra potentati economici e conniventi politici. Demolitore delle ipocrisie del politicamente corretto, Chomsky è stabilmente nella lista dei dieci autori più citati di sempre (in compagnia di Shakespeare e di Aristotele, di Marx e della Bibbia), ma benché sia trattato come un'autentica celebrità in Europa e sia senza dubbio un critico sociale di enorme valore, appare l'equivalente moderno dei profeti del Vecchio Testamento: gli si addice il detto "nessuno è profeta in patria". Eppure le sue analisi e previsioni si rivelano quasi sempre sorprendentemente esatte.

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