Enrico Brizzi sul cammino di Santiago

Esce per Ponte alle Grazie “Il sogno del drago”, il racconto di dodici settimane a piedi da Torino a Finisterre

Enrico Brizzi


Alcuni anni fa ho avuto il piacere e l’onore di partecipare come caposquadra di un gruppo “affluente” al progetto Italica 150 di Enrico Brizzi. Ho attraversato a piedi la Pianura Padana, da Torino a Mantova, con un solo giorno di pausa nel quale sono stato sostituito da una staffetta di camminatori. Il mio incontro con lo scrittore ha fatto sì che io diventassi una delle comparse del suo libro Gli Psicoatleti.

Ora, con Il sogno del drago, Brizzi torna in libreria per Ponte alle Grazie con un libro sul più classico dei cammini, quello che si conclude a Santiago de Compostela.

unnamed-1.jpg Camminare è un modo di respirare e di conoscere, un ritmo con cui si sceglie di vivere, una trasformazione costante. È una via per incontrare gli altri superando confini, pregiudizi, inibizioni. Per Enrico Brizzi, scrittore, padre, pellegrino, il cammino è una danza, una preghiera, una musica senza parole che segue il respiro antico del mondo, libera la mente dall’inessenziale e vince il drago che si nasconde in ognuno di noi. Con lo zaino carico di curiosità, di pazienza, di libertà, si pone sempre nuovi obiettivi, unico rimedio alla nostalgia che si prova quando si arriva alla meta.

Così, dopo essere stato da Canterbury a Roma, dalla Vetta d’Italia a Capo Passero, da Roma a Gerusalemme, si incammina con i Buoni cugini alla volta di Santiago de Compostela, partendo dalla sua amata Torino. E lungo il percorso – che valica le Alpi e i Pirenei correndo come un filo rosso attraverso storie e miti dell’Occidente, da Annibale a Carlo Magno, dal Cid Campeador a d’Artagnan, dai giacobini ai miliziani spagnoli – si interroga sulle radici del nostro Vecchio continente, cucendole insieme nel magico idioma dei viandanti.
Un libro in cui si spiega il significato profondo del mettersi in cammino:

“Ogni pellegrinaggio è una vita in miniatura, una metafora del labirinto che ci tocca traversare prendendo le decisioni corrette a ogni bivio, ed è inutile arrovellarsi su cosa ci apparirà alla sua conclusione; bisogna arrivarci e basta, e a quel punto lo si scoprirà”.

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