Salone del Libro 2017, Scòzzari fa rivivere la Bologna del ‘77

Esce per Fandango l’autobiografia dell’irriverente scrittore e fumettista Filippo Scòzzari

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Una decina d’anni fa, su consiglio di un amico, lessi Prima pagare, poi ricordare, romanzo di Filippo Scòzzari nel quale rivive la Bologna del 1977, quella dei “Padri Fondatori” di un modo irriverente e iconoclasta di intendere il fumetto e la satira: Mattioli, Pazienza, Tamburini, Liberatore, Sparagna e Scòzzari. A sorprendermi, oltre al vivido affresco della Bologna di Radio Alice, del muvmànt del '77, del Pci, dei questurini, dell’eroina e di Piazza Maggiore, fu soprattutto la forma, assolutamente originale e fuori dal canone, di una scrittura vicina all’espressionismo gaddiano.

Ieri pomeriggio Filippo Scòzzari era al Salone Internazionale del libro per presentare la nuova edizione di Prima pagare, poi ricordare che, a 20 anni dalla prima uscita, ritorna in un unico volume per Fandango, insieme a Memorie dell’arte bimba, altro libro autobiografico con cui lo scrittore torna sulla sua infanzia e adolescenza nella Bologna degli anni Cinquanta e Sessanta.

prima-pagare.jpg Come nei suoi testi, anche lo Scòzzari che presenta la propria autobiografia abbonda in ironia e ruvida sincerità: “Parlare di sé stessi è una grande vigliaccata perché gli altri non possono contraddirti. Allo stesso tempo la tua macchina per scrivere ti dà una sensazione da Nembo Kid superiore a quella che può darti la matita. Io con questo libro ho cercato di distruggere tutti i nemici che ho incontrato nella mia vita: tutte le conventicole culturali, le camarille politiche, l’irruzione incontrollata dell’eroina nel mondo creativo bolognese. Io e Sparagna, ai tempi di Frigidaire, pensavamo che i nemici fossero il Pci, il Psi e la Dc, ma non era così: il nemico era l’idiozia italiana che si era consorziata”.

Rivendicando la sua scrittura da autodidatta autoformatasi negli spazi limitati delle nuvolette di Suor Dentona, Scòzzari spiega le ragioni per cui ha scritto la propria autobiografia: “La prima ragione è che voglio guadagnarmi l’immortalità, la seconda ragione è che devo cambiare la macchina”.

Ecco, da lettore ve lo dico spassionatamente: partecipate al crowdfunding per l’auto di Scòzzari e farete una delle letture più sorprendenti e divertenti che la narrativa italiana contemporanea vi possa regalare.

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