Salone del Libro 2017: editori e librai indipendenti si raccontano

Gli editori e i librai indipendenti sono la vera anima del SalTo30. Noi di Booksblog ci siamo fatti raccontare da alcuni di loro le novità della rassegna cominciata ieri a Torino

Code chilometriche e stand curatissimi. Dopo il primo giorno del Salone Internazionale del Libro a Torino si respira già aria di successo. E se l’edizione 2017 funzionerà, molto lo si dovrà alla “base” degli editori e dei librai indipendenti che sin dalla scorsa estate hanno fatto quadrato intorno all’evento torinese.

Come da tradizione ormai consolidata, noi di Booksblog siamo andati a curiosare negli stand dell’editoria indipendente per scoprire che cosa c’è di nuovo nel mondo del libro.

Voland – casa editrice che guarda con attenzione a ciò che accade nell’Europa dell’Est - porta al Lingotto due novità: Riccardin dal ciuffo di Amélie Nothomb e Il monastero di Zachar Prilepin.

Carta Canta arriva a Torino con parecchie novità fra cui La vera gloria di Marina Sangiorgi e Dai Led Zeppelin allo Zen di Antonio Papagni (di cui è stata venduta la prima copia sotto i nostri occhi).

La saggistica caratterizza la produzione di D Editore, mentre Il Sirente guarda con attenzione sia a quanto succede nel mondo arabo, sia alle letterature migranti, proponendo Un uomo non piange mai di Faïza Guène.

Esce in libreria, per Marcos y Marcos, proprio nel primo giorno del Salone del Libro, Tutti romani, tutti romanisti di Andrea Cardoni.

All’interno dell’Incubatore – il contenitore pensato per le case editrici con meno di 36 mesi di vita – ritroviamo Autori Riuniti, la casa editrice torinese fatta da autori che lavorano reciprocamente all’editing dei lavori selezionati per la pubblicazione. L’ultima uscita è Il battito oscuro del mondo di Luca Quarin, una saga famigliare che si svolge negli Stati Uniti.

Sempre nell’Incubatore troviamo la Splen edizioni di Surya Amarù, una giovane casa editrice siciliana che, nonostante la giovane età, è già riuscita a piazzarsi nella terna finale del Premio Andersen con il libro Colapesce di Riccardo Francaviglia e Margherita Sgarlata.

Le Edizioni Lindau, dopo avere iniziato alla fine degli Anni Ottanta con la saggistica cinematografica, hanno scelto di battere la strada di una narrativa e di una saggistica attente all’ambiente e all’ecologia. Il libro segnalatoci da Alberto Del Bono è Un posto al mondo di Wendell Berry, mentre nella saggistica c’è Domani di Cyril Dion che avevamo intervistato un anno fa a Cinemambiente.

Originale l’idea dei “libri da parati” di Verbavolant, la cui presidente Fausta Di Falco ci ha letteralmente spiegato – come potete vedere nel video – I doni degli dei di Giusi Norcia e Marcella Brancaforte.

Ferraris (Colti): “Librerie ed editori uniche imprese culturali italiane”


Una delle novità del Salone del Libro 2017 è la Piazza dei Lettori, uno spazio di 850mila mq con 12mila titoli e 40mila libri gestito da Colti, il Consorzio Librerie Torinesi indipendenti nato qualche settimana prima della kermesse primaverile per fare sistema in un mercato che sembra essersi stancato dei supermarket dei contenuti (vendano essi libri o dvd o cd).

A raccontarci questa iniziativa è stato Davide Ferraris della Libreria Thérèse, uno dei più vivaci poli culturali all’ombra della Mole Antonelliana, uno spazio caratterizzato dalla coerenza delle scelte: tanto nei libri che si trovano sui banconi, quanto dal calendario degli eventi e delle presentazioni.

Colti è un consorzio, non un associazione, e il Salone del Libro non è che il primo appuntamento “per raccontare se stessi e per fare economia”, ci spiega Ferraris sottolineando come le librerie siano, insieme agli editori, “le uniche vere imprese culturali italiane”.

La libreria è organizzata in quattro aree – parola, immagine, azione e orientamento – e si trova nel padiglione 3.

Video | Davide Mazzocco

Foto | Salone del Libro

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