“La compagnia del Bullone”, il libro che racconta le storie dei B.Livers

I protagonisti del progetto di Fondazione Near Onlus si raccontano in un libro edito da Sperling & Kupfer

Immaginate un sogno grande, un progetto ambizioso composto da percorsi professionalizzanti per ragazzi affetti da patologie gravi. Questo sogno è cresciuto, ha messo radici e donato una vita migliore a moltissimi giovani: i B.Livers. Immaginate ora uno spettacolo interattivo e caotico in cui questi ragazzi raccontano una divertente giornata nella redazione del loro giornale -Il Bullone - accolti dal colosso di Redmond nella nuova Microsoft House di Milano. Tutto questo sarà realtà mercoledì 17 maggio a Milano alle ore 19.

Il motto dei B.Livers è “Essere, credere, vivere: progetti speciali per storie speciali” tre parole che illustrano bene lo spirito alla base del progetto e la voglia di trasformare le sfortune della vita in opportunità, perché i ragazzi vogliono condividere la gioia di vivere senza essere fermarti da una malattia, a volte cronica e degenerativa.

Il progetto nasce grazie alla Fondazione Near Onlus, che rappresenta il loro ponte con il mondo del lavoro, di fatto grazie alla fondazione hanno potuto dare vita a sogni grandi e far parte di moltissime iniziative, organizzata dagli stessi ragazzi quali: una webapp, un orto a Villa Greppi a Casatenovo insieme alla scuola agraria di Monticello Brianza - che si fondono in una miscela di energia esplosiva e formativa.

la-compagnia-del-bullone.jpg Oltre a ideare vestiti, come l’iniziativa creata lo scorso febbraio per il brand Weekend di Max Mara, realizzare collezioni di bio cosmesi, collezioni di gioielli a forma di bullone e borse con Coccinelle, questo gruppo di ragazzi ha inventato un giornale delle notizie positive: Il Bullone, che si è poi trasformato in un libro, edito da Sperling & Kupfer, La compagnia del Bullone, dove i ragazzi raccontano le loro storie attraverso le lenti di chi pensava di aver perso tutto e invece ha fatto dell’impegno per gli altri una ragione di vita.

Bill Niada, fondatore e ispiratore del progetto, lancia un importante appello: “Partecipare a questo spettacolo o al percorso con i ragazzi, in qualunque iniziativa, significa camminare un pezzo di strada insieme a loro, mettere un piede dentro alla redazione del nostro giornale o a qualunque iniziativa da loro ideata per aiutarli a costruire un ‘sogno’, quello loro. Chissà che quel sogno non diventi anche il vostro”.

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