Nuova maturità dal 2019: come cambia l’esame di stato

Contrariamente a quanto annunciato alcuni mesi fa, l’esame di stato cambierà formula fra due anni. Ecco le modifiche decise dal Miur

Italy's newly appointed Education and Research Minister Valeria Fedeli attends the swearing in ceremony of the new government on December 12, 2016 at the Quirinale presidential Palace in Rome. / AFP / Andreas SOLARO        (Photo credit should read ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Doveva cambiare tutto dal 2018, ma bisognerà aspettare due anni per la nuova maturità. Contrariamente a quanto vi avevamo annunciato negli scorsi mesi, infatti, l’esame di maturità cambierà formula solamente a partire dal giugno 2019.

Se le modifiche resteranno quelle previste dal Miur, a partire dalla maturità 2019 si tornerà al passato, con due prove scritte e un colloquio orale. A sparire sarà la terza prova scritta, il “quizzone” onnicomprensivo.

Accanto alla prova d’italiano, quindi, ci sarà la consueta prova scritta relativa alle materie caratterizzanti le singole scuole.

Anche il colloquio orale cambierà, accertando il conseguimento delle competenze raggiunte, la capacità argomentativa e critica del candidato, l’esposizione delle attività svolte in alternanza. Nel colloquio, quindi, assumerà maggiore importanza l’esperienza maturata durante l’alternanza Scuola-Lavoro.

Se fino al 2018 occorrerà avere la sufficienza in tutte le materie per avere accesso all’esame di stato, fra due anni basterà avere la media del sei (comprensiva del voto di condotta).

Sarà obbligatorio avere partecipato alle prove Invalsi anche se questo voto non influirà sulla media.

L’altra importante modica riguarderà la valutazione finale che continuerà a essere espressa in centesimi ma con una diversa articolazione rispetto all’attuale. I crediti scolastici maturati negli ultimi tre anni di scuola superiore passeranno dagli attuali 25 a 40.

Con l’abolizione della terza prova scritta, i restanti 60 punti disponibili saranno equamente suddivisi fra i 20 punti del primo scritto, i 20 del secondo scritto e i 20 del colloquio orale.

Altra novità sarà l’introduzione del test Invalsi in quinta superiore. La prova si svolgerà nel corso dell’ultimo anno scolastico e, come detto in precedenza, non inciderà sul voto finale.

Come preannunciato dal ministro Valeria Fedeli, l’esame delle Commissioni parlamentari potrebbe riservare ulteriori sorprese: prima che i decreti attuativi diventino la nuova maturità, insomma, ci vorrà ancora tempo.

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