Esame di maturità: la storia

Dal 1923 a oggi l’esame di stato ha cambiato formula molte volte. Ecco cosa è cambiato dalla riforma Gentile a oggi

Maturità 2014: come si traduce una buona versione

Dal 2019 l'esame di maturità cambierà un’altra volta pelle, rivoluzionando ancora una volta la propria formula a quasi un secolo dal primo anno scolastico che introdusse l’esame che chiude il ciclo della scuola superiore.

Dal 1923 a oggi sono state numerose le modifiche apportate all’esame di maturità, vuoi per adeguamenti alle istanze socio-culturali delle varie epoche, vuoi per le trasformazioni della scuola secondaria.

A “inventare” l’esame di maturità è il ministro dell’Istruzione Giovanni Gentile che nel 1923 organizza la prova con quattro scritti e un orale su tutte le materie affrontate durante l’intero corso (tre anni per il liceo classico e quattro anni per lo scientifico). All’epoca gli esami si tenevano in 40 sedi sparse sul territorio nazionale e la commissione esaminatrice era costituita da docenti esterni. Nell’anno scolastico 1924/25 fuorno promossi solamente il 59,5% degli studenti del classico e il 54,9% degli studenti dello scientifico. Negli anni successivi l’esame fu alleggerito.

Nel 1940 il ministro Giuseppe Bottai decide di alleggerire l’esame di maturità che nel 1943, a causa dell’inasprirsi della guerra, viene sostituito da uno scrutinio finale.

Nel 1952 il ministro Guido Gonella ripristina l’esame di maturità con l’assetto originario: quattro prove scritte e un orale, ma con commissione mista con membri esterni e interni.

Nel 1969 il ministro Fiorentino Sullo dà alla maturità la forma che questa manterrà per quasi trent’anni: due prove scritte e due materie per l’orale (una scelta dal candidato). Il punteggio viene espresso in sessantesimi. L’accesso agli studi universitari viene liberalizzato e la commissione è esterno eccezion fatta per un solo membro interno.

Nel 1994 il ministro Francesco D'Onofrio introduce nuovi criteri per la nomina di presidenti e membri esterni della commissione.

Nel 1997 il ministro Luigi Berlinguer cambia formula: tre prove scritte (la terza disposta dalla commissione), colloquio su tutte le discipline dell’ultimo anno e introduzione del credito scolastico e del credito formativo. La votazione viene espressa in centesimi. La modifica è attiva a partire dall’anno scolastico 1998/1999.

Nel 2001 il ministro Letizia Moratti costituisce commissioni con soli membri interni e un presidente esterno.

Nel 2007 il ministro Giuseppe Fioroni reintroduce le commissioni miste e rimodula il peso dei crediti.

A partire dal 2010, per iniziativa del ministro Mariastella Gelmini, l’ammissione all’esame è vincolata alla sufficienza in tutte le discipline.

Nel 2012 il ministro Francesco Profumo dà il via all’invio delle tracce delle prove scritte per via telematica.

Il resto è una storia tutta da scrivere. La nuova maturità, inizialmente prevista per il 2018, slitterà al 2019 con il ritorno alle due prove scritte e altre novità che vi abbiamo già preannunciato alcuni mesi fa.

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