Tempo di Libri, affluenza scarsa ma si replica nel 2018

La prima edizione dell’evento si chiude con numeri decisamente al di sotto delle aspettative. Colpa delle date e dell’insensato tiro alla fune con il Salone del Libro di Torino?

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Ora, a posteriori, da Milano fanno sapere che l’obiettivo era raggiungere i 70mila visitatori e, quindi, la missione sarebbe compiuta. Ma il dato sui visitatori della prima edizione di Tempo di Libri è sicuramente al di sotto di quelle che erano le aspettative degli organizzatori dell’AIE che, dalla scorsa estate, hanno costruito un ambizioso clone del Salone del Libro da contrapporre all’evento torinese.

I visitatori in Fiera sono stati 60.796, con una timida risposta delle scuole e con un picco di affluenza durante il weekend. Le presenze negli eventi del Fuori Fiera sono state 12.133. In tutto 72.929 presenze.

Il sindaco di Milano Beppe Sala ha sottolineato come le date fossero “difficili”. Possibile che gli organizzatori non abbiano dato un’occhiata al calendario? A nessuno è venuto in mente che nella settimana fra le vacanze pasquali e il ponte del 25 aprile anche i lettori più accaniti possono preferire una gita fuori porta o una mini-vacanza a un pomeriggio in una mega-libreria?

Per mesi si è dibattuto sulle date, sulla prossimità con l’evento torinese. L’AIE ha voluto giocare d’anticipo per erodere pubblico a Torino, per sfruttare la concomitanza con la Giornata Mondiale del Libro e, ora, si ritrova a fare conti che non tornano. Renata Gorgani, presidente della Fabbrica del Libro, è andata dritta al nocciolo della questione parlando di “data infausta”.

Il confronto con le ultime due edizioni del Salone Internazionale del Libro di Torino era la pietra di paragone con la quale l’evento milanese si misurava: nel 2015 al Lingotto furono venduti 122.638 biglietti e nel 2016 126.406. L’evento torinese può contare su di una macchina che funziona – nonostante le tempeste amministrative e giudiziarie – da trent’anni, ma non si può non sottolineare come la Città metropolitana di Milano possa “pescare” in un bacino di abitanti di 3,2 milioni di persone, contro i 2,2 milioni di Torino.

Federico Motta, presidente dell’AIE, l’uomo a capo dell’Associazione Italiana Editori che ha organizzato l’evento ha chiarito ieri come Tempo di Libri non abbia “mai fatto una corsa con Torino”. Al di là delle assonanze con la volpe di Esopo, nell’epilogo della fiera Motta ha detto che “magari” andrà a vedersi i dati della prima edizione del Salone del Libro di Torino. Un’edizione datata 1988 e allestita a Torino Esposizioni, quindi in un tempo e in uno spazio che nulla hanno a che vedere con quello dell’evento milanese di questa primavera. A meno che non ci si voglia mettere a fare paragoni fra la velocità delle auto da Formula Uno di Manuel Fangio e quelle che guidano oggi Lewis Hamilton e Sebastian Vettel.

Anche se è facile immaginare che a Torino qualcuno stia ridendo sotto i baffi è consigliabile mantenere la calma e fare eventuali confronti solamente a fine maggio. Solo al termine della manifestazione torinese, infatti, sarà possibile sapere chi avrà avuto ragione in questo insensato tiro alla fune. È probabile che una parte del pubblico di Rho Fiera decida di non fare il bis a Torino.

La Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura e il team di Nicola Lagioia hanno lavorato sodo per mettere Torino al centro di un galassia di eventi letterari e per stringere partnership e sinergie con tutto quanto ruota intorno al mondo del libro, ma non è affatto scontato che questo impegno venga premiato in termini numerici.

C’è anche il rischio che questo gioco a guelfi contro ghibellini finisca per scontentare entrambe le parti. E mentre a Milano fanno sapere che le date di Tempo di Libri potrebbero essere riviste nel 2018, a Torino tutto è pronto per la presentazione in programma giovedì 27 aprile.

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